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Lifestyle 3 min di lettura2 ott

Caffè sulla pelle: la nota che ha cambiato i profumi

Dalla svolta di A Men alle interpretazioni più recenti, il caffè conquista la profumeria tra tostatura, spezie, fiori bianchi e nuove sensazioni di conforto.

Non è più soltanto l’aroma della colazione o il chicco lasciato sul tavolo delle profumerie: oggi il caffè è una delle note più riconoscibili e versatili della profumeria contemporanea. Può risultare amaro e tostato, cremoso e dolce, speziato oppure morbido, fino a evocare il calore di una bevanda appena preparata.

A favorire la sua popolarità ha contribuito anche una consuetudine diffusa nelle profumerie. Matteo Stringhini, fondatore di 50ml, spiega che i chicchi vengono spesso proposti per “pulire” il naso tra una fragranza e l’altra. L’effetto, però, non consiste nell’azzerare davvero le molecole già percepite: l’odore intenso del caffè crea piuttosto la sensazione di ripartire da zero.## La svolta è arrivata nel 1999

Per anni, riprodurre fedelmente il caffè in una fragranza è stato complesso. Il rischio era ottenere una nota artificiale, troppo pesante o poco armonica con il resto della composizione.

La soluzione arrivò nel 1999 con A Men di Thierry Mugler, ideato dal profumiere Jacques Cavallier. La fragranza inserì il caffè tostato e amaro in una struttura orientale e legnosa, affiancandolo a patchouli, menta e cioccolato. In quel caso il caffè non funzionava come semplice dettaglio, ma diventava il centro della formula, contribuendo alla diffusione delle fragranze maschili dalle sfumature golose.

Negli anni Duemila e nel decennio successivo, nuove tecniche di estrazione, tra cui quella con CO2, hanno permesso di avvicinarsi maggiormente all’odore del chicco tostato. Secondo Stringhini, questi progressi hanno reso la nota più precisa e realistica, aiutandola a uscire dall’immaginario esclusivamente maschile e cupo.


Dal nero sensuale al conforto quotidiano

Un altro passaggio decisivo è stato il debutto di Black Opium di Yves Saint Laurent nel 2014. Il caffè nero viene circondato da gelsomino, zagara e vaniglia, con un risultato che lega la bevanda a sensualità, energia e atmosfera notturna. Il successo internazionale della fragranza ha reso il caffè una presenza familiare anche nelle composizioni rivolte al pubblico femminile.

Tra le interpretazioni più realistiche viene indicata Awake di Akro, firmata da Olivier Cresp. La fragranza punta sulla sensazione di chicchi appena macinati e costruisce un’immagine del caffè vibrante, ricca e sfaccettata, senza ricorrere a effetti particolarmente elaborati.

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Esiste poi una versione più speziata, ispirata alle tradizioni mediorientali. Intoxicated di Kilian abbina il caffè al cardamomo e ad altre sfumature fresche, creando un contrasto tra l’amarezza scura della bevanda e il carattere verde e minerale delle spezie.


Le nuove formule cercano autenticità

Dal 2020 in avanti, molte fragranze hanno iniziato a guardare ai moderni locali di torrefazione e non più soltanto a zucchero, fiori o vaniglia. L’obiettivo è ricreare l’esperienza del caffè nella sua forma più essenziale: il chicco, la tostatura, la moka e l’aroma che si diffonde appena la preparazione è terminata.

Coffee Addict di Theodoros Kalotinis segue proprio questa direzione e richiama una moka appena tolta dal fuoco. Al contrario, Replica – Coffee Break di Maison Margiela interpreta il caffè come una presenza intima e rassicurante, simile a una coperta calda: morbida, avvolgente e persistente.

Non mancano proposte più eccentriche. Café de Delisse di Maison Tahité lavora sull’idea della crema al caffè e rende omaggio a Napoli, mentre Coffee White Flowers di Bohoboco mette in rapporto l’acidità del caffè con la delicatezza dei fiori bianchi. Followed di Kerosene, infine, è considerato una delle espressioni più potenti della categoria.

La direzione del mercato sembra quindi divisa tra due desideri: da una parte la ricerca del chicco tostato, concreto e riconoscibile; dall’altra la voglia di indossare una fragranza confortevole, dolce o speziata. È proprio questa capacità di cambiare registro a rendere il caffè una nota ancora attuale e tutt’altro che esaurita.

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