Bova e la scuola inclusiva: «Social vietati ai minori di 15 anni
Nella nuova fiction di Rai 1 l’attore interpreta un preside che mette al centro le differenze, mentre fuori dal set rilancia l’educazione emotiva e l’ascolto dei ragazzi.
«Oggi va per la maggiore un linguaggio cinico, violento, di ghettizzazione. Questa serie invece parla di come tutti possano sentirsi giusti con le proprie diversità», ha affermato Giulia Bevilacqua presentando la fiction. L’attrice interpreta Michela, funzionaria del Ministero dell’Istruzione incaricata di controllare il liceo di Frascati.
Il personaggio, però, non si limita a svolgere il proprio compito istituzionale: tra Michela e Stefano esiste un passato sentimentale irrisolto, accompagnato da un risentimento personale nei confronti dell’ex compagno.
Un liceo dove nessuno resta ai margini
Al centro della storia c’è un gruppo di adolescenti con esperienze molto diverse. Vittoria, interpretata da Gloria Harvey, è una sedicenne cresciuta in un ambiente agiato di Roma e trasferita in provincia insieme al fratello Matteo, ragazzo autistico.
Nel liceo arrivano anche Giulio, paraplegico dopo un incidente e ancora incapace di accettare ciò che gli è accaduto, Ambra, interpretata da Adriana Savarese, e Carlotta, la sua amica più stretta. Le loro vicende intrecciano amicizie, primi legami sentimentali, tensioni familiari, paure e pregiudizi.
Bova chiede più ascolto per i giovani
Il tema della crescita degli adolescenti porta Raoul Bova a parlare anche del ruolo della scuola nella vita quotidiana. Raccontando un episodio vissuto in famiglia, l’attore ha spiegato che alcuni commenti rivolti alla figlia sembravano innocenti, ma le avevano provocato sofferenza; il dialogo con gli insegnanti ha permesso di affrontare rapidamente la situazione.
Secondo Bova, molti ragazzi non trovano un adulto disposto ad ascoltarli e il silenzio può favorire fenomeni come bullismo e revenge porn. Per questo considera necessario introdurre l’educazione sentimentale tra le materie scolastiche: dovrebbe aiutare future donne e futuri uomini a comprendere meglio emozioni e relazioni.
La posizione sui social e il ruolo di
L’attore si è inoltre espresso a favore di una norma che impedisca l’accesso ai social ai minori di 15 anni: «È necessaria». Nel corso della conferenza ha ricordato che una misura di questo tipo è già stata adottata in diversi Paesi.
Sul piccolo schermo Bova veste invece i panni di Stefano Fogli, dirigente scolastico determinato a costruire un ambiente capace di offrire opportunità a ogni studente. La sua visione nasce anche dalla vita privata: il preside vive con la moglie Laura e con Luca, il figlio affetto da una patologia invalidante.
L’attore torna su temi già affrontati
Dopo I Fantastici 5, produzione nella quale era un allenatore di giovani sportivi paralimpici, Bova affronta ancora disabilità e inclusione. Il suo nuovo personaggio è un uomo idealista e combattivo, qualità che l’interprete dice di apprezzare particolarmente.
La fiction è tratta da Lycée Toulouse-Lautrec, serie francese ideata da Fanny Riedberger. Tutto l’amore che resta arriverà da domani sera su Rai 1, prima del ritorno di Bova nei panni di Don Matteo, previsto il prossimo anno.
L’ambientazione è il Liceo Helen Keller, istituto sperimentale fondato da Stefano e frequentato da ragazzi con e senza disabilità. L’obiettivo del preside è fare della scuola uno spazio in cui le differenze non producano isolamento e ogni persona venga riconosciuta oltre la propria fragilità.
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