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Lifestyle 2 min di lettura4 ore fa

Bonolis cambia campo: il dolore per il nonno e la sfida nel padel

Dopo il percorso tra Roma, Sampdoria e Triestina, Davide Bonolis saluta il calcio e sceglie di inseguire nel padel una nuova occasione professionale.

La perdita del nonno Massimo Bruganelli e una motivazione ormai svanita hanno spinto Davide Bonolis a interrompere il suo percorso nel calcio. Il 2004, figlio di Paolo Bonolis e Sonia Bruganelli, ha scelto di ripartire dal padel, disciplina che frequenta da anni e nella quale ora vuole misurarsi senza scorciatoie.


Il calcio non gli dava più felicità

Per Davide, la decisione non è arrivata all’improvviso. Dopo aver dedicato gran parte della sua vita al pallone, il giovane ha raccontato di avere progressivamente smarrito l’entusiasmo che lo aveva accompagnato fin dall’inizio: «Piano piano tante delle motivazioni che avevo da sempre sono andate via, fino a perdere la cosa più importante: la felicità di giocare».

Il rapporto con il nonno materno era strettamente legato proprio al calcio. Insieme seguivano le partite, discutevano delle prestazioni dei giocatori e trascorrevano serate a parlare dei sogni legati a quel mondo. La scomparsa di Massimo Bruganelli, unita ad altri avvenimenti personali e a anni particolarmente complessi, ha contribuito a cambiare il suo modo di vivere quella passione.


Nel padel comincia una nuova sfida

Nato nel 2004, Bonolis ha svolto la trafila nei vivai di Roma e Sampdoria, prima di arrivare anche al calcio professionistico con la Triestina in Serie C. Il suo cammino avrebbe potuto continuare, ma il ragazzo ha spiegato di non sentirsi più appagato e di avere bisogno di una svolta profonda.

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Il padel, già presente nella sua quotidianità accanto al calcio, rappresenta ora la nuova direzione. «Voglio mettermi in gioco e provare a costruire il mio percorso da professionista», ha scritto sui social, consapevole che il passaggio richiederà lavoro e pazienza.

Bonolis non si aspetta vantaggi legati al suo cognome e rivendica la possibilità di essere giudicato soltanto dopo aver avuto l’opportunità di competere: «So che sarà difficile e che nessuno mi regalerà niente, ma qui voglio avere la possibilità di dimostrare quello che valgo». Il verdetto, aggiunge, spetterà al campo.

Il legame con il calcio, comunque, non verrà cancellato. Per Davide quella disciplina coincide con i ricordi condivisi con il nonno e con le conversazioni che hanno accompagnato la loro relazione. «Anche se oggi cambio strada, il calcio e mio nonno li porterò sempre con me», ha concluso, aprendo ufficialmente il nuovo capitolo dedicato al padel.

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