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Lifestyle 3 min di lettura27 min fa

Il giallo della ricina porta a Pavia: il ruolo di Carlo Locatelli

Medico, tossicologo clinico e dirigente dell’IRCCS Maugeri, Locatelli è stato nominato consulente nel caso delle morti di Pietracatella.

La vicenda di Pietracatella ha portato sotto i riflettori il Centro Antiveleni di Pavia e il suo direttore, Carlo Alessandro Locatelli. È stato il gruppo di specialisti guidato dal medico a individuare la ricina nei campioni delle vittime, dopo una lunga serie di verifiche di laboratorio.


La ricina al centro dell’indagine

Nel dicembre 2025 Antonella Di Ielsi, 50 anni, e la figlia Sara Di Vita, 15 anni, morirono a Pietracatella, in provincia di Campobasso, dopo una malattia caratterizzata da disturbi gastrointestinali. Gianni Di Vita, marito della donna e padre della ragazza, manifestò sintomi analoghi ma riuscì a sopravvivere.

All’inizio l’ipotesi prevalente era quella di un’infezione oppure di un possibile errore sanitario. Le indagini presero poi un’altra direzione e gli accertamenti del Centro Antiveleni di Pavia portarono all’identificazione della ricina, una sostanza altamente tossica, priva di colore, odore e sapore, ricavata dai semi di ricino.

Per arrivare alla scoperta furono eseguite oltre 10.000 analisi. La ricina venne cercata soltanto in una fase avanzata, poiché inizialmente era ritenuta un’eventualità poco probabile. Il caso è considerato tra gli episodi letali più documentati a livello internazionale nei quali la quantità della tossina è stata collegata direttamente alla morte.


Il consulente scelto dalla Procura

La Procura di Larino ha affidato a Carlo Alessandro Locatelli l’incarico di consulente tecnico, insieme ad altri esperti, tra cui il chimico forense Daniele Merli. Il suo compito si inserisce negli accertamenti destinati a chiarire origine e dinamica dell’esposizione.

Locatelli ha precisato che, sulla base degli elementi disponibili, non è possibile stabilire se il contatto con il veleno sia avvenuto per errore o per volontà. Questa distinzione resta quindi uno dei punti ancora da chiarire nell’inchiesta.


Una carriera tra emergenza e ricerca

Nato il 22 febbraio 1956 con il nome completo di Carlo Alessandro Locatelli, si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Pavia il 25 febbraio 1983. Ha quindi conseguito le specializzazioni in Anestesia e Rianimazione e in Farmacologia, con indirizzo in Tossicologia, oltre a un dottorato in Medicina del Lavoro e Igiene Industriale.

La sua attività professionale supera i 40 anni e comprende emergenza, terapia intensiva e tossicologia clinica. Tra il 1982 e il 1992 lavorò come assistente e successivamente come aiuto medico presso il I° Servizio di Anestesia e Rianimazione – Centro Antiveleni dell’Ospedale Niguarda Cà Granda di Milano.

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Dal 1992 è responsabile del Centro Antiveleni – Centro Nazionale di Informazione Tossicologica e del Servizio di Tossicologia della Fondazione Salvatore Maugeri IRCCS di Pavia, oggi Istituti Clinici Scientifici Maugeri. Nel 2016 ha assunto la direzione dell’U.O. Tossicologia – Centro Antiveleni – Laboratori di Tossicologia Clinica e Sperimentale; dal 2023 guida anche il Dipartimento di Medicina del Lavoro e delle Medicine Specialistiche.


Il peso scientifico del centro

La struttura diretta da Locatelli è il principale Centro Antiveleni italiano e gestisce oltre 95.000 consulenze specialistiche ogni anno, con un servizio attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Il centro collabora con il Ministero della Salute per la Scorta Nazionale Antidoti e Farmaci e per le emergenze NBCR.

Il dipartimento opera inoltre con il Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio, occupandosi del coordinamento clinico-tossicologico del Sistema di Allerta Rapido per le Nuove Sostanze Psicoattive. Tra gli ambiti di studio figurano antidoti, intossicazioni, sostanze d’abuso, agenti chimici, botulismo, funghi, crisi chimiche e formazione del personale sanitario.

Il professore ha insegnato in diverse Scuole di Specializzazione dell’Università di Pavia, comprese quelle dedicate a tossicologia clinica, emergenza-urgenza, anestesia e rianimazione e medicina. È stato presidente della Società Italiana di Tossicologia, ha ricoperto incarichi in organismi europei del settore ed è autore di numerosi lavori scientifici.


Vita privata lontana dai riflettori

Le informazioni sulla dimensione personale di Locatelli sono molto limitate. La sua presenza pubblica è soprattutto legata all’attività medica, accademica e istituzionale, mentre non risultano profili social riconducibili con certezza allo specialista.

Il percorso professionale è invece documentato su piattaforme come ResearchGate, ORCID, Loop, Google Scholar, SciProfiles e IRIS Unipv. Il suo nome è comparso anche nei media durante i focolai di botulismo dell’estate 2025 e, nel 2026, per gli sviluppi del caso legato alla ricina.

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