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Lifestyle 2 min di lettura30 set

Bollette, rincari del 37,3%: la sfida degli sconti tra i big dell’energia

Eni congela i prezzi per due anni con una riduzione del 30%, mentre Enel e A2A rilanciano con proposte fisse e di lunga durata.

Per circa tre milioni di famiglie ancora servite dalla maggior tutela, l’autunno porta con sé un aumento stimato del 37,3% sulle bollette di luce e gas nell’ultimo trimestre dell’anno. In questo scenario, segnato dalle tensioni internazionali e dal timore di un inverno difficile, i principali operatori energetici stanno cercando di attirare i clienti con tariffe bloccate e riduzioni sui consumi.


Eni punta sulla stabilità biennale

La proposta più recente arriva da Eni, che dal 1° al 24 ottobre consente a nuovi e vecchi clienti di aderire a Fixa Time ventiquattro Smart. L’offerta prevede un taglio del 30% sulla componente energetica e mantiene invariato il prezzo per i due anni successivi all’attivazione.

Secondo le stime comunicate dalla società, il vantaggio medio potrebbe raggiungere circa 100 euro all’anno per la fornitura elettrica e una cifra analoga per il gas. Chi sceglierà di affidare entrambi i servizi allo stesso gestore potrebbe quindi ottenere un risparmio complessivo vicino ai 200 euro annui.

L’iniziativa si inserisce nella strategia già adottata da Eni sul fronte dei carburanti. Nei giorni precedenti, la società aveva ridotto il prezzo presso i propri distributori, portando la benzina a 1,99 e il gasolio a 2,19, con l’obiettivo di alleggerire le spese degli automobilisti prima dell’arrivo della stagione fredda.


Enel e A2A rilanciano sulle durate

La risposta della concorrenza non si è fatta attendere. Enel ha ricordato di avere già disponibile una tariffa biennale a prezzo fisso, alimentata da energia rinnovabile certificata, con valori indicati dall’azienda come inferiori di circa il 50% rispetto alle quotazioni medie all’ingrosso.

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A2A ha invece posto l’accento su soluzioni ancora più estese nel tempo. Le sue proposte prevedono prezzi invariati per dieci anni e mirano a ridurre l’impatto delle oscillazioni del mercato sulle spese domestiche.

Anche nel settore dei carburanti la strategia di Eni ha trovato imitatori: IP ha adottato lo stesso limite di prezzo e Q8 ha successivamente annunciato una misura analoga. Il meccanismo mostra come le iniziative dei grandi gruppi possano spingere rapidamente gli altri operatori a intervenire.


I piccoli fornitori cercano spazio

La corsa alle tariffe a lungo termine riapre il confronto sugli equilibri del mercato libero dell’energia. Per una parte degli osservatori, l’intervento di un’azienda con partecipazione pubblica rappresenta una risposta utile alle famiglie che vogliono difendersi dall’aumento dei costi e avere maggiore prevedibilità nei pagamenti.

Resta però aperto il problema della concorrenza. I fornitori indipendenti e di dimensioni ridotte potrebbero avere più difficoltà a sostenere riduzioni così ampie o a garantire prezzi fissi per periodi tanto lunghi. La presenza di grandi marchi e di operatori legati al settore pubblico alimenta quindi il dibattito sull’impatto di queste offerte sull’intero mercato.

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