Berrettini consola Cobolli dopo il ritiro a Vienna
Il romano si ferma sul 5-2 per un problema alla coscia e attende gli esami in vista di Parigi
Flavio Cobolli si è ritirato contro Matteo Berrettini all’Atp 500 di Vienna, quando il primo set era sul 5-2. Il romano ha lasciato il campo in lacrime, mentre il connazionale ha raggiunto i quarti di finale.
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Il messaggio di Cobolli
Dopo l’interruzione, Cobolli ha spiegato di aver avvertito un problema già durante il precedente incontro, ma di aver scelto comunque di scendere in campo. La fasciatura alla coscia sinistra era visibile fin dall’inizio e il giocatore aveva già richiesto l’intervento del medico nel turno precedente.
In una storia pubblicata sui social, il tennista ha chiarito che il pianto non era legato soltanto al dolore. «Quelle lacrime non erano di dolore. Erano emozione, forse un po’ di stress e la delusione di dover lasciare il campo quando avrei voluto solo restarci», ha scritto. Gli esami sono previsti per il 30 ottobre e Cobolli ha aggiunto: «Non preoccupatevi, conto di esserci a Parigi».
Le parole di Berrettini
Berrettini ha raccontato di essersi emozionato perché conosce bene la difficoltà di fermarsi per un infortunio proprio quando si avvicina un appuntamento atteso. Ha ricordato quanto Cobolli tenga alla qualificazione per le Atp Finals di Torino e ha espresso la speranza che il problema non sia serio.
Parlando del loro rapporto, il romano ha rievocato gli anni trascorsi sui campi della capitale e il percorso compiuto insieme fin dall’infanzia. «I suoi occhi sono quelli di allora. Sognava i palcoscenici più importanti e merita di esserci, merita la carriera che ha. Gli auguro il meglio», ha detto dopo la partita.
Una partita durata pochi game
Il confronto tra i due italiani, amici di lunga data, si è concluso prima della fine del set inaugurale. Cobolli ha provato a proseguire nonostante il fastidio, ma al cambio di campo si è seduto con il capo coperto da un asciugamano e ha capito di non poter continuare.
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Berrettini ha così ottenuto l’accesso ai quarti del torneo viennese senza completare l’incontro. Il risultato sportivo è rimasto sullo sfondo rispetto alle condizioni del connazionale, che ora attende l’esito degli accertamenti.
Il gesto dopo il ritiro
Appena ha visto Cobolli in difficoltà, Berrettini gli si è avvicinato per sostenerlo. Gli è rimasto accanto, lo ha abbracciato, ha verificato se servisse il fisioterapista e ha raccolto le sue racchette per riporle nella borsa.
Durante quei momenti gli ha parlato cercando di tranquillizzarlo: «Lo so che adesso è tutto nero, però aspetta un attimo. C’è ancora tempo». Il gesto ha ricordato il legame costruito negli anni, anche grazie al padre di Cobolli, che aveva allenato Berrettini.
Gli anni insieme a Roma
I due si conoscono da quando Cobolli era bambino e Berrettini era già un ragazzo. Alcune immagini dell’epoca li mostrano entrambi con la racchetta in mano, quando il più giovane iniziava a inseguire lo stesso sogno.
Cobolli aveva scelto il tennis dopo aver lasciato il calcio. Berrettini ha ricordato quel passaggio e ha descritto l’amico come un giocatore che, fin da piccolo, puntava ai tornei più importanti e alle principali competizioni del circuito.
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