Arnaud Denis, il teatro spezzato dal dolore e la scelta in Belgio
La frase lasciata da Arnaud Denis poco prima di morire dice molto del suo percorso: «Prima di ammalarmi ero l’uomo più felice del mondo».
Dietro quel messaggio c’era una lunga vicenda di sofferenza, culminata in Belgio a 43 anni, dopo la scelta di ricorrere all’eutanasia.
La malattia dopo l’operazione
La svolta arriva il 17 luglio 2023, quando Denis viene sottoposto a un intervento per un’ernia inguinale destra con impianto di una protesi in polipropilene. La ricostruzione di Le Monde indica che già pochi giorni dopo iniziano dolori forti, nausea, tremori e diversi disturbi, dal piano digestivo a quello neurologico e muscolare. Nel giro di tre mesi perde 17 chili.
Le visite si moltiplicano e l’attore prova anche a farsi rimuovere la protesi negli Stati Uniti, spendendo circa 40 mila euro, ma il suo quadro non migliora. Restano ricoveri, trattamenti e un progressivo peggioramento. Denis descriveva la propria situazione come una battaglia quotidiana, ma il rapporto tra il dispositivo e l’insieme dei sintomi riferiti non è mai stato scientificamente accertato.
Un paziente che non si sentiva ascoltato
Alla sofferenza fisica, nel tempo, si è aggiunta la sensazione di non ottenere risposte. Denis ha raccontato a RTL di aver incontrato medici che non riuscivano a spiegare i disturbi, mentre in alcune occasioni gli era stato persino suggerito che la causa potesse essere psicologica. In un passaggio del suo ultimo messaggio ha parlato di «maltrattamento medico», «abbandono» e «negazione».
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La sua vicenda ha assunto anche un profilo pubblico. L’attore aveva fondato il collettivo Victimes françaises des prothèses de hernie e aveva raccolto centinaia di testimonianze simili alla sua. Il 5 gennaio 2026 aveva presentato una denuncia contro ignoti per lesioni colpose, poi archiviata alla fine di agosto dalla Procura di Parigi, che non ha ritenuto provato il nesso causale richiesto in sede penale. Il 18 settembre, quattro giorni prima della morte, il suo avvocato ha depositato una nuova denuncia con costituzione di parte civile.
L’ultima decisione e il teatro sullo sfondo
Denis aveva già preparato da tempo il suo percorso finale. A gennaio aveva spiegato a RTL di voler andarsene «nel modo più dignitoso possibile», mentre il ricorso all’eutanasia era ormai entrato stabilmente nella sua riflessione. Nel messaggio diffuso poco prima della fine ha definito quella scelta una «liberazione» dopo «tre anni interminabili» e ha ringraziato per l’accompagnamento ricevuto in Belgio.
Prima che la malattia occupasse tutto il resto, però, c’era soprattutto il palcoscenico. Attore, regista e adattatore, Denis si era formato con Jean-Laurent Cochet ed era poi passato al Conservatoire national supérieur d’art dramatique. La sua storia, ricordano le parole che ripeteva quando sperava ancora di tornare in scena, era legata al teatro molto più che agli ultimi anni di dolore.
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