849notizie oggi Scopri i vantaggi
Lifestyle 3 min di lettura2 ore fa

Angela Verdecchia: più fondi e casa per gli studenti

La coordinatrice della Rete degli Studenti Medi rilancia le richieste in vista dello sciopero internazionale del 20 novembre

La mobilitazione studentesca del 30 ottobre ha coinvolto circa 100 scuole occupate e cortei in diverse città italiane. Alle proteste hanno partecipato anche lavoratori, attivisti e centri sociali, con blocchi lungo alcune tangenziali.

Offerta del giorno30 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 62 giorni
*********


Il prossimo appuntamento del 20 novembre

Per Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli Studenti Medi, la partecipazione politica non si esaurisce con una singola manifestazione. «La militanza non è una cosa che puoi smettere di fare nella vita, devi continuare sempre», ha detto durante gli spostamenti tra i presidi nelle Marche.

La mobilitazione proseguirà il 20 novembre con uno sciopero studentesco internazionale al quale prenderanno parte organizzazioni di diversi Paesi, anche fuori dall’Europa. L’iniziativa dovrebbe coinvolgere anche il mondo del lavoro: Verdecchia ha indicato l’adesione della Cgil come un segnale di vicinanza tra chi studia e chi lavora, pur non avendo ancora deciso se quel giorno sarà nelle Marche oppure a Roma.


Le richieste rivolte al governo

Secondo la coordinatrice, le istituzioni non hanno ancora risposto alle domande avanzate dagli studenti né hanno adottato interventi sufficienti per i giovani. Tra le priorità indicate figurano maggiori risorse per il diritto allo studio, edifici scolastici sicuri, aiuti contro il costo dei libri e della vita, oltre a politiche per l’abitare.

Il tema della casa riguarda anche gli studenti delle scuole superiori, non soltanto universitari e lavoratori. Verdecchia, che frequenta l’università nelle Marche, ha spiegato di vivere con i genitori perché non può sostenere da sola le spese di un alloggio; a Roma, invece, utilizza una casa condivisa con altri giovani dell’organizzazione. Rivolgendosi a Giorgia Meloni, ha chiesto di «smettere di ignorare» una generazione che considera presente e futura del Paese.


Scuole occupate e proteste diffuse

La giornata ha riportato nelle strade le questioni legate alla precarietà, alla mancanza di prospettive e alle condizioni materiali degli studenti. Rispetto alle mobilitazioni del 2025, quando il tema della Palestina aveva avuto un peso maggiore, quest’anno la Rete segnala una maggiore attenzione verso scuola, reddito, abitazione e futuro.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

La protesta si collega a una rete internazionale. In particolare, gli studenti italiani hanno mantenuto rapporti con organizzazioni francesi, condividendo metodi per preparare cortei, comunicare le iniziative e gestire occupazioni e blocchi degli istituti. Verdecchia, 21 anni, segue in queste ore i contatti tra le scuole e la diffusione dei comunicati.


Dalla protesta climatica alla politica

La sua esperienza è iniziata nel 2019, quando aveva 14 anni e frequentava il primo anno delle superiori. A San Benedetto del Tronto partecipò alle iniziative per il clima promosse da Fridays For Future, attirata dalla capacità di Greta Thunberg di trasformare una protesta individuale in una mobilitazione internazionale.

In seguito è entrata nel comitato studentesco, dove è rimasta per tutto il percorso scolastico. Ha raccontato di aver trovato nella politica uno strumento per trasformare la rabbia davanti alle ingiustizie in un’azione collettiva e per comprendere meglio i problemi del proprio tempo.

Verdecchia contesta inoltre l’attenzione quasi esclusiva riservata agli episodi di tensione e alle misure di ordine pubblico dopo le piazze del 17 ottobre. A suo giudizio, il dibattito dovrebbe concentrarsi sulle ragioni sociali che spingono studenti e lavoratori a protestare: in un mese si sono svolti due scioperi generali.

Tra le critiche rivolte all’esecutivo c’è anche la scelta di destinare risorse al riarmo. «Se tu scegli di investire nella guerra e nel riarmo, sicuramente non costruisci pace e non costruisci un presente e un futuro dignitosi», ha affermato, sostenendo che quei fondi potrebbero essere utilizzati per sanità, istruzione, abitazione e opportunità per i giovani.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere