Angela Adamoli: nello sport il soffitto di cristallo esiste
L’ex cestista ha raccontato ostacoli e risultati al primo congresso nazionale delle dirigenti e manager sportive
Angela Adamoli ha denunciato le difficoltà incontrate dalle donne nello sport durante il primo Congresso nazionale delle dirigenti e manager sportive. L’ex cestista, oggi allenatrice, ha ripercorso una carriera ricca di titoli e occasioni negate.
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I numeri della disparità
L’incontro è stato organizzato da Assist, Associazione Nazionale Atlete, insieme a La Corsa di Miguel, con il patrocinio di istituzioni sportive e organismi impegnati sui diritti umani. Al centro del confronto c’erano le opportunità ancora limitate per le donne nei ruoli di vertice.
In Italia le lavoratrici del settore sportivo sono il 34,8% del totale, ma soltanto il 7,3% delle posizioni manageriali nei principali club è affidato a una donna. La quota scende al 4,5% quando si considerano le presidenze degli organismi sportivi. Tra 50 federazioni, inoltre, solo quella della danza sportiva ha una presidente.
Anche la panchina resta soprattutto maschile. Secondo i dati Uefa Pro citati durante il congresso, nell’ultimo decennio soltanto 8 donne hanno allenato a fronte di 1.500 uomini. Adamoli ha sintetizzato la propria esperienza con una frase: «Il soffitto di cristallo nello sport esiste, inutile negarlo».
Una carriera tra vittorie e ostacoli
Da giocatrice, Adamoli ha conquistato uno scudetto, una Coppa dei Campioni e due Coppe Ronchetti. Con la Nazionale ha collezionato 94 presenze e ottenuto medaglie ai Giochi del Mediterraneo, agli Europei e alle Universiadi.
Dopo il ritiro ha iniziato ad allenare, arrivando a guidare la Nazionale italiana di basket 3x3. Con la squadra ha vinto il Mondiale di Manila, l’unico titolo iridato conquistato dalla pallacanestro italiana, mentre con Malta ha ottenuto un oro agli Europei dei piccoli Stati durante i 12 anni trascorsi alla guida della selezione. Nel suo palmarès da allenatrice figura anche uno scudetto.
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Le esclusioni dalla panchina
Adamoli allena da 22 anni. Ha spiegato di aver imparato il mestiere in un ambiente quasi interamente maschile e di aver scelto, proprio per questo, di non ripetere comportamenti subiti da giocatrice, come l’assenza di ascolto. Alle atlete cerca di trasmettere fiducia, autonomia e la disponibilità ad aiutarsi a vicenda.
Nel 2019 il suo contratto con la Nazionale 3x3 non è stato rinnovato, nonostante il gruppo da lei seguito avesse poi raggiunto la squadra olimpica. L’incarico è passato a un uomo e, ha raccontato, non le sono state fornite motivazioni.
In un’altra occasione una società di Serie A2 aveva valutato la sua nomina ad assistente, ma la dirigenza rinunciò perché non se la sentiva di affidare il ruolo a una donna. Adamoli ha riferito che tra i timori c’erano anche possibili episodi di molestie. È sfumata inoltre la candidatura alla guida del settore giovanile di una formazione maschile, ritenuta non abbastanza qualificata per allenare uomini.
Oggi Adamoli è capo allenatrice della DKB Darwin Knew Basketball e da cinque anni segue il programma di pallacanestro del Rome City Institute. Gli studenti-atleti, tra i 18 e i 25 anni, erano inizialmente cinque; ora sono più di 80.
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