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Lifestyle 2 min di lettura3 ore fa

Amore, adozione e pregiudizi: la famiglia che Luchetti porta su Netflix

Elio Germano e Maria Chiara Giannetta interpretano una coppia alle prese con maternità, differenze e giudizi nel nuovo film presentato alla Festa del Cinema di Roma.

Simone e Lucia si amano, ma arrivano alla scelta di diventare genitori da posizioni opposte. Lui, vigile del fuoco legato all’idea tradizionale di famiglia; lei, infermiera autonoma e inizialmente lontana dalla maternità. Il percorso verso l’adozione metterà alla prova il loro equilibrio, costringendoli a confrontarsi con ostacoli e pregiudizi.

Per Daniele Luchetti, il cuore della storia sta proprio nella distanza dai modelli prestabiliti. «Questa storia racconta come si può accettare il fatto di non essere dentro dei modelli prestabiliti per fare una famiglia, per fare dei figli», ha spiegato il regista, sottolineando che gli aggiustamenti continui della coppia non rappresentano necessariamente una crisi, ma possono essere il modo stesso in cui una relazione prende forma.

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Una coppia messa alla prova

Nel film, interpretato da Elio Germano e Maria Chiara Giannetta, la decisione di adottare un bambino fa emergere paure e fragilità che sembravano rimaste ai margini. L’amore tra i due protagonisti non viene raccontato come una soluzione automatica: richiede dialogo, rinunce e la capacità di rivedere le proprie convinzioni.

Lucia porta con sé una storia familiare segnata dall’assenza di un riferimento materno. Giannetta ha spiegato che il personaggio si considera incapace di diventare madre, ma attraverso la relazione e i compromessi della coppia prova a cercare una propria idea di maternità, oltre il problema della sterilità.

Anche Simone non è una figura priva di dubbi. Per prepararsi al ruolo, Germano ha frequentato una caserma dei vigili del fuoco e ha osservato da vicino i valori del corpo, tra cui l’umanità e il rapporto con le emozioni. «Non è un corpo performativo o machista, è un corpo che ha a che fare con l’emotività», ha raccontato l’attore.

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Lontano dalle famiglie modello

La maternità e l’adozione vengono affrontate senza trasformare i protagonisti in esempi perfetti. Luchetti sceglie invece uno sguardo partecipe, interessato alle contraddizioni e ai tentativi, più che alle risposte definitive.

Il regista ha descritto il film come un racconto riconoscibile, ma attraversato da una tenerezza capace di rendere la realtà «un po’ più bella del reale». L’obiettivo è mettere in discussione i luoghi comuni e mostrare che talento, empatia e sensibilità non appartengono a una categoria precisa: sono distribuiti in modo imprevedibile tra le persone e possono emergere anche dentro le istituzioni.


Quando arriva il film

“Noi, un po’ meglio” è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma, nella sezione Grand Public. L’uscita sulla piattaforma Netflix è fissata per il 29 ottobre.

La pellicola affronta così il tema della famiglia senza imporre un’unica definizione di normalità. Al centro restano due persone diverse, chiamate a capire se il loro legame può cambiare senza spezzarsi mentre cercano un modo condiviso per diventare genitori.

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