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Lifestyle 3 min di lettura55 min fa

Allione, il patriarcato scoperto nel ruolo di Davide Cecchettin

L’attore racconta il cambiamento maturato sul set del film dedicato a Giulia, in uscita il 5 novembre

Tommaso Allione interpreta Davide Cecchettin in *Se domani non torno*, film dedicato a Giulia Cecchettin in arrivo nelle sale il 5 novembre.

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Il cambiamento dell’attore

Per Allione, 23 anni, il lavoro sul personaggio ha avuto conseguenze anche fuori dal set. L’attore ha spiegato di aver iniziato a interrogarsi sul modo in cui gli uomini parlano delle donne e affrontano il tema della violenza di genere.

«Pensavo non mi riguardasse, ma mi sbagliavo», ha raccontato parlando della propria condizione di giovane uomo bianco cresciuto in una famiglia benestante. In precedenza aveva seguito la vicenda di Giulia senza sentirla vicina, mentre il film e gli incontri con le persone coinvolte gli hanno imposto un confronto più diretto.

Allione ha ricordato anche le reazioni vissute nella sua accademia di teatro, quando alcune studentesse avevano aderito all’invito di Elena Cecchettin a fare rumore portando padelle e altri strumenti in cortile. Di fronte a quella protesta, lui era rimasto distante e alcuni compagni avevano persino riso: oggi considera proprio quel comportamento uno degli aspetti su cui gli uomini devono lavorare.


Rabbia ed emozioni

Il percorso artistico lo ha spinto a riconoscere una difficoltà personale nel rapporto con la rabbia. L’attore ha detto di averne parlato con il padre, chiedendogli di dedicare tempo a quel confronto; il genitore, ha riferito, si è mostrato disponibile ad ascoltarlo e a mettersi in discussione.

Per sfogarsi, Allione ricorre allo sport, al canto e anche alle urla quando si trova da solo. Secondo la sua riflessione, reprimere il dolore significa finire per allontanarsi anche dalla gioia, dall’amore e dall’empatia.

La sua esperienza familiare lo ha portato inoltre a ragionare sull’influenza del modello patriarcale, che può essere presente anche in ambienti affettuosi e sensibili. A suo giudizio, il dolore non scompare: deve piuttosto essere elaborato e trasformato.


Davide e il lutto

Per prepararsi al ruolo, Allione ha incontrato Davide Cecchettin e ha giocato con lui a pallacanestro, attività prevista anche in una scena del film. Quel momento gli ha consentito di conoscere più da vicino la dimensione personale del ragazzo che avrebbe portato sullo schermo.

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Nel racconto cinematografico, Davide è un adolescente costretto a misurarsi con una perdita che interrompe il percorso naturale della sua età. Il personaggio cerca un posto dentro la famiglia e dentro una vicenda troppo dolorosa per chi ha appena diciassette anni.

L’attore ha descritto quell’età come una fase in cui il mondo sembra senza limiti, fino a quando gli eventi impongono un confronto improvviso con la morte e con responsabilità inattese.


Il dolore della famiglia

Allione ha apprezzato il modo in cui la famiglia Cecchettin ha trasformato una sofferenza privata in una testimonianza pubblica. Ha respinto le accuse rivolte a Gino ed Elena, spesso descritti da alcuni come persone interessate a sfruttare la tragedia, e ha interpretato il loro impegno come un tentativo di dare un significato alla perdita.

L’attore ritiene che l’obiettivo di impedire del tutto tragedie simili non sia oggi raggiungibile, ma considera possibile lavorare per ridurne il rischio. A suo parere, la maggiore attenzione verso il femminicidio di Giulia nasce anche dalla crescente disponibilità a osservare più da vicino un problema che riguarda la società intera.


Il mestiere e il bisogno di essere visto

Da bambino Allione si definiva molto vivace e curioso. Ha raccontato di essersi avvicinato alla recitazione anche per il desiderio di diventare famoso, salvo capire in seguito che la ricerca dell’approvazione altrui non avrebbe potuto garantirgli la felicità.

Oggi dice di continuare a fare l’attore soprattutto perché si diverte. Il bisogno di essere riconosciuto, ha aggiunto, potrebbe essere legato alla paura di sentirsi invisibile e alla poca presenza del padre durante la sua infanzia, quando il genitore lavorava molto.

Il rapporto tra i due è comunque cambiato: il padre segue con entusiasmo la sua carriera ed è un appassionato di cinema, mentre la madre lo ha sostenuto fin dall’inizio. Allione ha spiegato di aver trovato nel percorso professionale un modo per confrontarsi con le proprie resistenze e con la parte più autentica di sé.

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