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Vacchi, l’ex collaboratore potrebbe risarcirlo con 200mila euro

La proposta della Corte d’Appello di Bologna riguarda le ferie non godute contestate dall’ex collaboratore di Vacchi

La Corte d’Appello di Bologna ha proposto che Pietro Oliva versi circa 200mila euro a Gianluca Vacchi. L’ipotesi, ancora non definitiva, potrebbe chiudere la controversia tra l’imprenditore bolognese e il suo ex collaboratore.

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L’altro procedimento a Tempio Pausania

La vicenda si affianca a un diverso procedimento penale seguito dal Tribunale di Tempio Pausania. In quel caso, al centro dell’accusa ci sarebbe la presunta sottrazione di denaro dalle disponibilità di Vacchi da parte di Oliva.

Secondo quanto emerso durante un’udienza nel tribunale sardo, l’imprenditore aveva affidato all’ex dipendente anche alcune carte di credito. Gli strumenti sarebbero serviti per gestire l’organizzazione di eventi e viaggi, in virtù del rapporto di fiducia che Vacchi diceva di avere con il collaboratore.

«Mi fidavo di loro, mi sono sentito tradito», ha dichiarato Vacchi nel corso dell’udienza. Le sue parole si riferivano al presunto ammanco e alla relazione professionale costruita con Oliva.

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La proposta dei giudici bolognesi

L’altro contenzioso è arrivato davanti alla Corte d’Appello di Bologna e riguarda le ferie non godute che Oliva sostiene di non avere ricevuto. L’ex collaboratore aveva chiesto un risarcimento a Vacchi, ritenendo che quelle spettanze non fossero state pagate.

La proposta formulata dai giudici bolognesi rovescerebbe però il rapporto economico tra le parti: a dover versare il denaro, secondo l’ipotesi avanzata in aula, sarebbe Oliva e non l’imprenditore. La somma indicata si aggirerebbe intorno ai 200mila euro a favore di Vacchi.

Non si tratta di una sentenza conclusiva. La soluzione avrebbe infatti lo scopo di definire il procedimento prima della sua conclusione ordinaria e ora spetta all’ex collaboratore scegliere se accettarla oppure proseguire la disputa giudiziaria.

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