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Lifestyle 4 min di lettura1 ora fa

883, la notte che manda tutto fuori strada

Tra struzzi, nebbia e un amore ritrovato, il terzo episodio mostra come una disavventura di Capodanno possa diventare la scintilla per la musica degli 883.

Gli struzzi non appartengono soltanto alla fantasia della serie. Max Pezzali, anni dopo gli eventi raccontati, provò davvero ad allevarne quattro insieme ad alcuni amici, con l’idea di utilizzare le uova. Nel 1998 portò persino uno di quegli animali a Carramba che sorpresa!, davanti a Raffaella Carrà: un dettaglio reale che rende ancora più curioso l’assurdo incontro del nuovo episodio.

La puntata intreccia così memoria e invenzione, trasformando una fuga nella nebbia in una tappa decisiva per il futuro degli 883. Mentre Max cerca di riavvicinarsi a Michela, Mauro comprende che il suo posto nel gruppo potrebbe essere diverso da quello immaginato.

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Gli struzzi diventano un presagio

La storia prende forma durante la notte di San Silvestro. Mauro, Max, Cisco e Nemorino dovrebbero raggiungere una festa organizzata in campagna, nel territorio pavese, ma una serie di contrattempi manda rapidamente fuori controllo il viaggio.

La cartina bagnata da Nemorino, il ritardo di Cisco e la ricerca di Ignazio, soprannominato il Coregone, li spingono lontano dalla destinazione. L’uomo vende illegalmente fuochi d’artificio e, dopo aver riconosciuto Mauro, propone uno scambio singolare: uno sconto in cambio di qualche passo di danza.

La nebbia cancella ogni riferimento e l’automobile finisce bloccata nel fango. Quando Mauro crede di scorgere una figura nel buio e prova a chiedere aiuto, si ritrova invece davanti a un gruppo di struzzi inferociti. I botti acquistati dal Coregone permettono ai quattro di allontanarsi e di trovare riparo in un Autogrill, dove aspettano la mezzanotte con birra e panini Camogli.


Mauro capisce quale sarà il suo posto

La disavventura non conduce alla festa, ma chiarisce qualcosa ai due protagonisti. Il nuovo anno li trova ancora lontani dall’immagine di maturità richiesta da Claudio Cecchetto, eppure il loro legame resta il punto fermo su cui possono contare.

Anche il percorso musicale comincia a cambiare direzione. Mauro ascolta la canzone sentimentale che Max aveva composto per Silvia e riconosce, nelle sue note, proprio quell’intensità cercata da Pier Paolo Peroni e Cecchetto. Nel frattempo, tra le atmosfere di Ordinary World dei Duran Duran, comprende che il suo compito potrebbe consistere nel sostenere e mettere in risalto il talento dell’amico, non nel contendersi il centro della scena.

La notte riserva una svolta anche a Max. All’alba raggiunge la casa di Michela e lei, pur mostrando qualche dubbio sul suo racconto pieno di incidenti, lo bacia. Prima di lasciarlo entrare, gli strappa una promessa scherzosa: non dovrà mai dedicargli una canzone.


Le canzoni nascono dalla provincia

Il terzo episodio usa la provincia come materia narrativa e musicale. Ricordi scolastici, piccoli imprevisti quotidiani e amicizie segnate dai ritardi diventano frammenti utili per dare forma ai brani degli 883, senza separare mai l’assurdo dal sentimento.

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La fuga dagli struzzi funziona anche come un ritorno circolare all’immaginario del gruppo. Come il rospo psichedelico della prima stagione, questi animali accompagnano una notte caotica e finiscono per rappresentare il vincolo tra Mauro e Max.

Nella trama confluiscono inoltre elementi legati alla storia delle canzoni. Rotta per casa di Dio richiama le serate sbagliate e le deviazioni impreviste dell’Italia degli anni Novanta; Sei un mito trova un’eco nel rapporto con Michela, mentre Come Mai conserva il riferimento a una ragazza conosciuta ai tempi del liceo.

Secondo i ricordi di Max Pezzali, la figura di Silvia riunisce esperienze diverse della sua giovinezza. Michela, invece, sembra avere un’origine più precisa: nel 1992 una ragazza che lui considerava fuori dalla sua portata accettò di uscire con lui, ma dopo una serata positiva smise di cercarlo. Come Mai era stata pensata anche per Massimo Ranieri in vista del Festival di Sanremo 1993, prima di entrare nell’album grazie all’insistenza di Cecchetto.


Una squadra costruita sui contrasti

La puntata ruota ancora attorno a Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli, interpreti di Max e Mauro. Accanto a loro, Davide Calgaro presta il volto a Cisco, amico diretto e affidabile, mentre Riccardo Armiento interpreta il pasticcione Nemorino, capace di trasformare ogni piccolo inconveniente in un problema maggiore.

Ludovica Barbarito conclude il percorso di Silvia, mentre Gaia Zampighi veste i panni di Michela Rossini. Roberto Zibetti interpreta Claudio Cecchetto ed Edoardo Ferrario è Pier Paolo Peroni, il produttore che pretende dai due musicisti testi più adulti e capaci di emozionare.

La regia del terzo episodio è affidata ancora ad Alice Filippi, già dietro la macchina da presa di Sul più bello. La serie è ideata da Sydney Sibilia, noto anche per Smetto quando voglio.

La nuova puntata di Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883 va in onda questa sera, 16 ottobre, alle 21.15 su Sky Serie e in streaming su NOW. È il terzo capitolo della seconda e ultima stagione, con l’album Nord Sud Ovest Est pronto a entrare nella storia ma ancora ostacolato dalle richieste di Cecchetto: dopo il quarto posto ottenuto da Hanno ucciso l’Uomo Ragno tra gli album più venduti del 1992, il discografico pretende un salto di qualità.

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