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Lifestyle 4 min di lettura6 ott

883, la classifica cambia tutto: dal disco più debole ai capolavori

Tra nostalgia, provincia e svolte sonore, i dischi di Max Pezzali mostrano perché il mito degli 883 continua a crescere nel tempo

A tenere ancora in piedi La donna, il sogno & il grande incubo non sono soltanto le circostanze complicate della sua nascita, ma soprattutto alcune canzoni riuscitissime, capaci di trasformare una fase di crisi in una nuova partenza. Dopo l’uscita di Mauro Repetto, Max Pezzali si ritrovò infatti a dover guidare da solo il progetto, sostenuto da Pierpaolo Peroni e Marco Guarnerio e da una formazione dal vivo molto più ampia.

Il risultato fu un album più ricco rispetto al minimalismo dei primi anni: alle basi elettroniche si aggiunsero arrangiamenti più articolati, con passaggi vicini al funk e al rock. Sul palco comparvero anche Paola & Chiara, allora coriste, in un percorso che avrebbe dato maggiore profondità alla nuova fase degli 883.


Il passaggio che separa due epoche

La discografia degli 883 comprende sei album e attraversa una trasformazione evidente. I primi due nascono dall’intesa tra Pezzali e Repetto; i successivi vengono invece realizzati dal cantante pavese insieme a collaboratori diversi, alcuni decisivi per l’evoluzione del suono e della scrittura.

La separazione del duo non rappresenta soltanto un cambio di formazione. Con il tempo, Pezzali si allontana dai racconti minuziosi della provincia, dai bar e dalle comitive, fino ad abbandonare anche il nome 883: Il mondo insieme a te, pubblicato nel 2004, sarà il primo album firmato direttamente da lui, dieci anni dopo l’addio di Repetto.


Quando la nostalgia diventa materia pop

Al vertice della prima fase resta La dura legge del gol!, pubblicato nel 1997. Pezzali è ormai l’unico autore principale e riesce a fondere l’ironia degli esordi con una malinconia più consapevole, legata al tempo che passa e alle perdite personali.

La regola dell’amico conserva intatta la sua efficacia giocosa, mentre Se tornerai affronta il dolore per la morte di un amico legata a un’overdose. La canzone che dà il titolo al disco usa invece il calcio come metafora della vita e culmina in un coro da stadio; Nessun rimpianto conferma la capacità di Pezzali di rendere incisive anche ballate dalla struttura semplice e lineare.

Un gradino sotto si colloca Hanno ucciso l’Uomo Ragno, il debutto del 1992. Qui Pezzali e Repetto raccontano Pavia, le giornate senza prospettive e le amicizie di due ragazzi non ancora famosi, con l’energia irregolare di chi sembra scrivere più per divertimento che per mestiere.

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La title track è già un esempio della scrittura per immagini che tornerà in Sei un mito e Nord sud ovest est. Con un deca, invece, trasforma una notte apparentemente vuota in un piccolo racconto generazionale. Brani come Non me la menare e S’inkazza mostrano un impasto ancora acerbo, costruito su sintetizzatori, drum machine e influenze del rap statunitense, ma proprio questa immediatezza contribuì alla loro identità.


I dischi meno convincenti

Grazie mille, uscito nel 1999, segna un ulteriore spostamento nei temi. Il protagonista non è più immerso soltanto nella provincia degli amici, delle serate e delle relazioni sentimentali: il bersaglio diventa la fatica quotidiana dell’esistenza adulta.

Il disco è penalizzato dalla presenza di tre cover tradotte in italiano, considerate poco necessarie, ma contiene almeno due episodi di rilievo. Nient’altro che noi conferma la facilità di Pezzali nel comporre dichiarazioni d’amore semplici e molto memorabili; La regina del Celebrità guarda invece alla nostalgia per l’adolescenza e per le discoteche, con un’emozione più intensa rispetto ad altri brani della sua produzione.

All’ultimo posto si trova 1 in +, pubblicato nel 2001 e ultimo lavoro a mantenere il nome 883. L’album tenta una strada più internazionale, amplia gli scenari e propone tre collaborazioni, con Jovanotti, J-Ax e Syria, una novità rispetto ai cinque lavori precedenti.

Il disco anticipa alcuni temi che torneranno nella successiva carriera solista di Pezzali: il rifiuto della città, il desiderio di partire e l’attrazione per luoghi lontani. Tuttavia, secondo questa lettura, l’esperimento non arriva a una sintesi convincente. Bella vera e La lunga estate caldissima appaiono troppo simili nella loro funzione di tormentoni stagionali, mentre 1 in + mantiene una certa simpatia e Come deve andare si distingue per la riflessione sull’ingresso nell’età adulta.

Il recupero pubblico degli 883, oggi alimentato anche dalla seconda stagione di Nord sud ovest est - La leggendaria storia degli 883, ha così prodotto un’immagine più compatta e celebrativa. La discografia racconta però un percorso meno uniforme: accanto a classici destinati a restare, ogni album conserva passaggi deboli, esperimenti non del tutto riusciti e cambiamenti che spiegano la lunga fortuna di Pezzali.

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