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Food 1 min di lettura3 ore fa

Polenta veneta, il mais chiaro sfiorò l’addio

Il Biancoperla ha segnato per secoli l’identità della polenta del Veneto, ma nel dopoguerra fu quasi sostituito dalle varietà ibride più produttive.

Per generazioni, nelle tavole venete la polenta ha avuto una tonalità chiara grazie al mais Biancoperla. Una tradizione agricola e alimentare che nel secondo dopoguerra ha rischiato di interrompersi, quando varietà ibride più redditizie hanno conquistato i campi.


Il mais che rendeva bianca la polenta

Il Biancoperla è rimasto per secoli alla base della polenta veneta, riconoscibile proprio per il colore pallido ottenuto dalla sua farina. La varietà ha così accompagnato a lungo la cucina e la storia alimentare del territorio.

Quel legame, però, non era destinato a durare senza difficoltà. Con il cambiamento delle esigenze produttive, il mais tradizionale ha iniziato a perdere spazio rispetto a coltivazioni considerate più convenienti.

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Gli ibridi hanno quasi vinto

Nel periodo successivo alla guerra, gli ibridi caratterizzati da una maggiore produttività hanno progressivamente sostituito il Biancoperla. Il mais storico è arrivato vicino alla scomparsa, lasciando la polenta bianca esposta al rischio di diventare soltanto un ricordo.

In seguito è iniziato il recupero della varietà. Il ritorno del Biancoperla ha riportato l’attenzione su un mais legato alla tradizione veneta e sul colore originario della polenta del territorio.

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