Paolo Lopriore torna al centro: la cucina italiana lo celebra ancora
Il cuoco de Il Portico riceve a Torino il premio intitolato a Bob Noto, riconoscimento alla passione e alla coerenza di un percorso lontano dalle mode.
Paolo Lopriore è tornato sotto i riflettori con un riconoscimento che riporta al centro della scena uno degli autori più personali della cucina italiana contemporanea. La consegna, avvenuta durante Buonissima 2026 a Torino, ha celebrato una carriera costruita sulla ricerca, sull’indipendenza e sul rifiuto delle formule più prevedibili.
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Una serata tra grandi tavole
La premiazione ha aperto una serata ricca di appuntamenti. Al Ristorante Del Cambio è andata in scena la cena dedicata a Bob Noto, preparata da Alessandro Procopio del ristorante D’O, Alberto Fluttero e Francesco Rovai, chef residente del locale.
Nelle stesse ore Palazzo Madama, edificio storico progettato da Filippo Juvarra e riconosciuto come patrimonio UNESCO, ha accolto la cena inaugurale di Buonissima 2026. Ai fornelli si sono alternati Alessandro Della Tommasina, Alessandro Negrini, Fabio Pisani, Giuseppe Iannotti, Moreno Cedroni, Richard Abou Zaki, Antonia Klugmann, Alfonso Caputo, Federico Zanasi, Antonio Romano e Marco Sacco, chef stellati arrivati da diverse parti d’Italia.
Il riconoscimento alla passione
Il premio porta il nome di Bob Noto, figura poliedrica della gastronomia italiana, ricordato anche per il lavoro da grafico e fotografo. La sua curiosità per il gusto e il suo peso nella cultura gastronomica vengono celebrati ogni anno attraverso un riconoscimento assegnato a una personalità capace di lasciare un segno autentico.
Per il 2026 il tema scelto era la Passione, intesa come energia profonda e costante. La motivazione dedicata a Lopriore lo descrive come un cuoco animato da curiosità, ostinazione, sensibilità e da una rara disponibilità a seguire intuizioni non convenzionali, anche quando risultano difficili da comprendere.
Dal Canto al Portico
La scelta è caduta su uno chef che ha attraversato fasi molto diverse senza rinunciare alla propria identità. Al Canto della Certosa di Maggiano, a Siena, Lopriore aveva sviluppato una cucina intellettuale e spiazzante, nella quale l’amaro occupava un ruolo pionieristico. Il suo stile poco incline alla ricerca del consenso gli costò anche la stella Michelin.
Oggi il cuoco lavora a Il Portico di Appiano Gentile, progetto apparentemente più semplice ma altrettanto radicale nelle scelte. Le preparazioni si richiamano alla tradizione e possono essere acquistate anche da asporto, mentre i piatti vengono composti attraverso la partecipazione dei commensali e il menu cambia in base alla disponibilità quotidiana del mercato.
La proposta si è arricchita di recente con la possibilità, per tre sere alla settimana e per gruppi ridotti, di indicare un desiderio su ciò che si vorrebbe mangiare. Un’impostazione che mette in discussione l’idea secondo cui rigore e creatività appartengano soltanto alla cucina d’autore più elaborata.
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La dedica e le parole dello chef
A consegnare il riconoscimento è stata una giuria composta da Antonella Fassio, moglie di Bob Noto, Ferran Adrià, Paolo Griffa, Marco Bolasco, Sara Peirone e dai direttori artistici di Buonissima Matteo Baronetto, Stefano Cavallito e Luca Iaccarino.
Ricevendo la statuetta, Lopriore ha ricordato il legame con Noto e ha collegato il valore del premio a quello ottenuto nel 2020, il Pellegrino Artusi. «Sono felice di ricevere questo premio, uno dei due più importanti della mia carriera», ha detto, spiegando di aver compreso proprio allora che il suo lavoro incide più sul piano culturale che su quello delle classifiche.
Lo chef ha poi rievocato una frase con cui Noto era solito rivolgersi a lui: «Lopri, quando parliamo ti gradisco senza le braccia conserte». Da quel ricordo è nata una riflessione sul rapporto tra cultura e invenzione: secondo Lopriore, una passione culturale vissuta in modo troppo disciplinato può finire per attenuare la libertà creativa.
Un albo d’oro internazionale
Con il nome di Lopriore, il premio entra in una lista che comprende protagonisti di primo piano della gastronomia mondiale. Nel 2021 era stato scelto Andoni Luis Aduriz per l’Irriverenza; nel 2022 Massimiliano e Raffaele Alajmo per l’Ironia; nel 2023 René Redzepi per la Creatività.
Le edizioni successive avevano premiato Mariella Organi, nel 2024, per l’Empatia, e Alain Passard, nel 2025, per il Talento. L’edizione torinese del 2026 ha così affidato alla Passione il compito di riconoscere un percorso rimasto lontano dai riflettori, ma tutt’altro che marginale.
L’omaggio che apre Buonissima
L’appuntamento si è svolto alla Centrale Nuvola Lavazza, sede dell’avvio della sesta edizione della manifestazione torinese. La cerimonia ha rinnovato l’omaggio annuale a Bob Noto, ricordato per la sua influenza sulla cucina moderna e per il ruolo avuto nella diffusione in Italia del lavoro di Ferran Adrià.
Lopriore, oggi concentrato su una gastronomia quotidiana e lontano dal circuito delle guide e degli eventi, è stato premiato proprio perché ha mantenuto una direzione personale in entrambe le stagioni della sua carriera. Il riconoscimento gli restituisce visibilità senza cambiare la natura di un cuoco che, anche quando torna al centro dell’attenzione, continua a muoversi secondo le proprie regole.
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