Volvo Cars, frenata globale: Cina e America pesano sui conti
Il rallentamento della domanda automobilistica si riflette sui risultati trimestrali di Volvo Cars.
Il rallentamento della domanda automobilistica si riflette sui risultati trimestrali di Volvo Cars. Tra luglio e settembre 2026 il costruttore ha venduto 141.609 vetture nel mondo, con una contrazione del 10,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. A incidere maggiormente sono stati il peggioramento del mercato cinese e una ripresa statunitense più lenta delle attese, mentre l'Europa ha mostrato una maggiore capacità di tenuta.
La Cina resta il fronte più debole
Il dato più pesante arriva dalla Cina, dove Volvo Cars ha consegnato 20.284 automobili. Il confronto annuo evidenzia una riduzione del 40,6%, in un contesto nel quale i volumi complessivi del settore continuano a essere sottoposti a forti pressioni.
Sul mercato cinese il gruppo deve inoltre affrontare una competizione sempre più intensa da parte dei produttori locali. La pressione si manifesta sia sui prezzi sia sulle quote di mercato, mentre le difficoltà dell'economia frenano ulteriormente gli acquisti. Anche il comparto delle vetture di fascia alta ha registrato una diminuzione a due cifre, confermando la debolezza della domanda.
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America, consumatori ancora prudenti
Nelle Americhe le vendite sono scese del 14%, fermandosi a 30.777 unità. La flessione è legata alla cautela dei consumatori, alla concorrenza crescente nel comparto dei SUV e a un confronto particolarmente impegnativo con il terzo trimestre dell'anno precedente.
Dodici mesi prima, infatti, le vendite di automobili elettrificate avevano beneficiato dell'avvicinarsi della scadenza degli incentivi destinati agli acquirenti. Nel trimestre più recente, invece, la domanda di modelli interamente elettrici e di ibridi ricaricabili ha recuperato lentamente, contribuendo alla debolezza dei volumi nell'area.
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