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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Viaggi, la domanda resiste: dove crescono le prenotazioni nel 2026

Guerre, inflazione e trasporti più costosi frenano il mercato, ma gli italiani continuano a partire modificando mete, tempi e livello di spesa.

Il turismo organizzato cambia forma, ma non perde la sua attrattiva. Di fronte a tensioni internazionali e costi più elevati, i viaggiatori spostano le prenotazioni, scelgono destinazioni alternative o ridimensionano alcuni servizi invece di rinunciare alla partenza.

Le stime per la fine del 2026 indicano un valore complessivo del comparto pari a 11,3 miliardi di euro, con una contrazione dei ricavi del 4,1%. Nel solo settore dei tour operator il giro d’affari dovrebbe attestarsi a 4,3 miliardi, contro i 4,5 miliardi dell’esercizio precedente.

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Prenotazioni sempre più polarizzate

La spesa media per passeggero si aggira sui 1.600 euro, anche se cambia sensibilmente in base alla meta. A modificarsi è soprattutto il calendario degli acquisti: aumentano sia le prenotazioni effettuate con largo anticipo sia quelle concluse nei 30 giorni precedenti alla partenza.

Nella fascia compresa tra 90 e 30 giorni, invece, gli ordini diminuiscono. Il confronto risente inoltre di una stagione precedente particolarmente vivace, sostenuta da una forte programmazione anticipata. Le indicazioni sui primi mesi del 2027 lasciano comunque intravedere un graduale recupero.


Il budget non cancella la partenza

Quando una destinazione appare meno sicura, il turista tende a rinviarla o a sostituirla con un’altra. Se il problema è economico, la risposta più frequente non è l’annullamento del viaggio, ma una revisione del progetto: soggiorni più brevi, strutture di categoria diversa o meno attività durante la vacanza.

Questa capacità di adattamento mantiene sostenuta la domanda. Nel turismo organizzato, circa l’82% dell’attività riguarda le mete estere, mentre il restante 18% è concentrato sull’Italia. Il mercato comprende anche i pacchetti acquistati tramite agenzie digitali, agenzie tradizionali e il comparto delle crociere, che continua a crescere grazie a un pubblico sempre più ampio.

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Sud America in forte accelerazione

Il riorientamento della domanda emerge soprattutto dalla geografia delle prenotazioni. Il Sud America segna l’incremento più consistente, pari al 14,5%, con Argentina, Brasile, Perù e Colombia tra le destinazioni più richieste.

Anche l’Europa cresce del 5,5%, trainata in particolare dalle mete settentrionali come Finlandia e Norvegia. Caraibi, Oriente, Oceania e Oceano Indiano restano invece vicini ai livelli dell’anno precedente; in Asia mantengono un ruolo centrale Thailandia e Giappone, mentre la Cina torna a suscitare interesse.


Medio Oriente ancora sotto pressione

Il quadro dell’Egitto è più articolato: il Nord Africa nel complesso arretra del 4,3%, ma il Paese continua a registrare una domanda rilevante. Sharm el Sheikh e Marsa Alam rimangono punti di riferimento per le vacanze balneari, affiancati dai soggiorni al Cairo e dalle crociere sul Nilo.

Il calo più netto riguarda invece il Medio Oriente, in diminuzione del 73% a causa delle tensioni internazionali. La crisi pesa anche sugli scali dell’area, importanti per i collegamenti verso Asia, Africa e Oceano Indiano. In arretramento risultano inoltre Nord America, con il -15,4%, e Sud Africa, con il -13,1%.

Nel complesso, il mercato non mostra una fuga dal viaggio, ma una rapida redistribuzione delle scelte. Scenario internazionale, facilità dei collegamenti e percezione della sicurezza stanno ridisegnando rotte e tempi di acquisto.

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