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Economia 2 min di lettura14 ott

Dalla vacanza al passaparola: così il turista può rilanciare l’Italia

Alla fiera di Rimini il ministro Mazzi sottolinea il doppio ruolo del visitatore e lancia la sfida su formazione, accoglienza e gestione dei flussi

Il visitatore che arriva in Italia non rappresenta soltanto una fonte di ricavi: se l’esperienza è positiva, può trasformarsi in un promotore del Paese tra amici e contatti digitali. È questa la prospettiva indicata dal ministro Gianmarco Mazzi durante l’apertura del Ttg Travel Experience e di InOut | The Hospitality Community alla fiera di Rimini.

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Il turista diventa un alleato

Secondo Mazzi, la tecnologia consente di conoscere meglio il pubblico e di indirizzarlo anche verso destinazioni meno affollate. Lo strumento digitale, quindi, non va visto solo come una complicazione: può aiutare a distribuire le presenze oltre le aree più congestionate.

Il ministro ha riassunto il concetto con una formula precisa: «Oggi il turista vale doppio». Da una parte è un cliente da accogliere con attenzione, dall’altra può diventare «il nostro più grande alleato, il nostro più grande ambasciatore». Una volta tornato nel proprio Paese, infatti, potrebbe suggerire ad altri di scoprire l’Italia, dal litorale romagnolo alla Sicilia, dalla Sardegna alla Calabria, passando per l’Alto Adige, Firenze e Napoli.


Una fiera con numeri record

La manifestazione riminese raggiunge la sua 63/a edizione con 2.800 marchi presenti, 1.000 compratori professionali e 28 padiglioni. Gli spazi occupati arrivano a 140.000 metri quadrati, mentre la partecipazione estera cresce fino al 30% degli espositori diretti.

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Sono 75 i Paesi rappresentati all’interno dell’appuntamento dedicato al turismo e all’ospitalità. Per Mazzi, la scelta di ospitare l’evento in Romagna assume un significato particolare: l’accoglienza del territorio, ha osservato, può essere un modello per l’intero Paese.


Formazione per sostenere la crescita

Il ministro ha collegato le prospettive del comparto alla necessità di investire sulle competenze. L’obiettivo riguarda sia la qualificazione degli operatori già attivi sia l’ingresso di nuove generazioni in un settore che, secondo i dati citati, impiega 3 milioni e 300mila persone.

Il turismo pesa per il 13% del Pil e produce 240 miliardi di fatturato. Per questo Mazzi lo ha definito un pilastro dell’economia italiana, da rafforzare mantenendo centrale quella capacità di ospitare che, a suo giudizio, costituisce uno dei punti di forza del Paese.

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