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Economia 1 min di lettura2 ore fa

Veicoli senza Rc auto, controlli incrociando cinque banche dati

Il ministero e l’Aci aggiorneranno il confronto almeno ogni tre mesi e trasmetteranno gli esiti alla polizia stradale.

La manovra introduce controlli più stretti sui veicoli privi di Rc auto, attraverso il confronto periodico di cinque archivi pubblici e assicurativi.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti lavorerà insieme all’Aci per individuare i mezzi senza una copertura valida e senza una deroga prevista dalla legge. Le verifiche dovranno essere svolte almeno una volta ogni tre mesi.

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Gli archivi messi a confronto

Nel controllo confluiranno innanzitutto i dati sulle polizze, alimentati in tempo reale dalle compagnie assicurative. A questi si aggiungeranno l’Archivio nazionale dei veicoli e le informazioni sulle revisioni obbligatorie, comprese quelle relative alla sicurezza e alle emissioni.

Il sistema considererà anche il Pubblico registro automobilistico, con i dati sui mezzi immatricolati all’estero che circolano in Italia o risultano nella disponibilità di residenti. Sarà utilizzato, infine, il registro telematico dei veicoli fuori uso, che raccoglie le informazioni su demolizioni e consegna delle targhe.


Dati per regolarizzazioni e sanzioni

Gli elenchi dei veicoli per i quali non emerge una copertura assicurativa potranno servire ad avviare le procedure necessarie per regolarizzare la posizione. Le stesse informazioni saranno rese disponibili agli organi di polizia stradale.

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Gli agenti potranno utilizzarle per programmare i controlli e verificare le eventuali violazioni dell’obbligo assicurativo. Il provvedimento punta quindi a collegare le banche dati già esistenti con le attività di accertamento sul territorio.


Il decreto entro novanta giorni

Le regole tecniche saranno definite da un decreto ministeriale, atteso entro 90 giorni dall’entrata in vigore della manovra. Il testo dovrà stabilire come rendere interoperabili gli archivi tramite la Piattaforma digitale nazionale dati e come gestire conservazione e trattamento delle informazioni.

Le amministrazioni coinvolte dovranno applicare le nuove disposizioni usando personale, strumenti e risorse finanziarie già disponibili. La norma stabilisce che dall’attuazione non dovranno derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

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