Banche piccole, la soglia fiscale preoccupa il credito
L’aumento dell’Ires e le deduzioni ridotte potrebbero coinvolgere molti istituti cooperativi
La legge di Bilancio preoccupa anche le banche di piccole dimensioni, escluse solo in parte dagli aumenti fiscali previsti dal governo.
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Il peso delle deduzioni ridotte
A incidere sui conti degli istituti non sarà soltanto il ritocco dell’Ires. Tra le misure contestate figura anche la riduzione delle deduzioni ai fini Irap, che amplia il contributo richiesto al comparto bancario.
Dopo la pubblicazione del testo certificato dalla Ragioneria, le banche interessate hanno iniziato a stimare l’effetto complessivo sui propri bilanci. Gli istituti auspicano che il confronto parlamentare porti a ulteriori modifiche.
Gli istituti coinvolti
Anche tra le banche diverse dalle Bcc ci sono realtà che potrebbero non rientrare nell’esenzione. Banca Valsabbina ha registrato nel 2025 un utile lordo di 74 milioni di euro, mentre la Popolare del Frusinate si è fermata poco sotto i 30 milioni; altre realtà più piccole potrebbero invece beneficiare della norma.
Il credito cooperativo presenta dimensioni molto differenti: accanto a banche con un solo sportello operano gruppi radicati in aree economicamente dinamiche e dotati di numerose filiali. La Bcc di Roma ha superato i 350 milioni di euro di utile prima delle imposte nel 2025, mentre la Bcc di Busto Garolfo ha raggiunto 17 milioni. Vicini al limite o al di sotto risultano alcuni istituti del Mezzogiorno.
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Come funziona l’esenzione Ires
Il provvedimento stabilisce che il rialzo di tre punti dell’Ires non si applichi agli istituti con una base imponibile inferiore a 6,7 milioni di euro. Per queste banche è prevista una detrazione fino a 200.000 euro, calcolata sulla differenza tra l’imposta determinata con l’aumento e quella ordinaria.
L’intervento era stato pensato per proteggere le banche più vicine ai territori e impegnate nel finanziamento di famiglie e piccole e medie imprese. Diverse fonti del settore, però, ritengono che il limite sia troppo contenuto: «La soglia è molto bassa», hanno osservato alcuni rappresentanti degli istituti, spiegando che l’esenzione riguarderebbe soltanto le realtà di dimensioni minime.
Le due capogruppo del credito cooperativo, Iccrea e Cassa Centrale, hanno ormai dimensioni tali da essere considerate banche grandi e dovranno quindi sostenere integralmente gli incrementi previsti dalla manovra.
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