Tokyo, il Nikkei parte male: pesano chip e tensioni sul petrolio
L’indice giapponese arretra dello 0,78% dopo la pausa festiva, mentre gli investitori attendono i conti dei grandi istituti di credito.
La riapertura dopo la festività nazionale porta subito vendite sulla Borsa di Tokyo. A condizionare gli scambi sono soprattutto la debolezza dei titoli dei semiconduttori, già penalizzati sul Nasdaq, e l’incertezza legata agli sviluppi in Medio Oriente.
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Il Nikkei perde 538 punti
All’avvio delle contrattazioni, il Nikkei lascia sul terreno lo 0,78% e si porta a quota 68.492,11. In termini assoluti, la flessione equivale a 538 punti rispetto alla chiusura precedente.
Il movimento riflette la cautela degli operatori dopo la pausa del mercato e in vista dei nuovi dati societari. Particolare attenzione è rivolta ai risultati trimestrali dei principali gruppi bancari, chiamati a offrire indicazioni sull’andamento dell’economia e del credito.
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Petrolio e cambi sotto esame
A rendere più prudente il clima contribuisce anche la situazione geopolitica. Le tensioni in Medio Oriente hanno spinto il greggio Brent oltre la soglia dei 105 dollari al barile, alimentando i timori per possibili effetti sui costi e sull’inflazione.
Sul mercato valutario lo yen resta sostanzialmente invariato nei confronti del dollaro, scambiato a 158,40. La valuta giapponese guadagna invece terreno contro l’euro, che vale 176,80 yen.
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