Iran, il conto per le famiglie Usa sale a 2.000 dollari
Moody’s Analytics valuta in 265 miliardi di dollari l’impatto del conflitto sui consumatori statunitensi, tra carburanti, mutui e spese militari.
Per sostenere il reintegro delle scorte e mantenere le truppe nell’area del Comando Centrale degli Stati Uniti, a giugno la Casa Bianca ha chiesto 87 miliardi di dollari aggiuntivi. L’approvazione al Senato potrebbe dipendere anche dal sostegno dei democratici.
Douglas
-25% su app da Douglas con Beauty Card
Il conto militare resta in crescita
Le valutazioni sulla spesa direttamente collegata alle operazioni sono aumentate nel corso dei mesi. Jules Hurst III, direttore finanziario ad interim del Pentagono, aveva parlato a inizio maggio di una cifra prossima ai 29 miliardi di dollari durante un’audizione alla Commissione Stanziamenti della Camera.
A fine giugno, l’American Enterprise Institute aveva portato la stima a 38,6 miliardi, mentre il Center for Strategic and International Studies aveva indicato un esborso vicino ai 40 miliardi in un rapporto pubblicato nello stesso periodo. Nei calcoli di Mark Zandi, capo economista di Moody’s Analytics, le operazioni militari incidono per circa 360 dollari su ogni famiglia americana.
Energia e mutui pesano sui bilanci
L’impatto complessivo sui consumatori statunitensi è però molto più ampio e raggiunge, secondo Moody’s, 265 miliardi di dollari. Il principale motore dell’aumento viene individuato nel costo dell’energia: la benzina è passata da 2,98 a 4,37 dollari al gallone, mentre il diesel ha superato i 6 dollari e il carburante per gli aerei è quasi raddoppiato.
Zandi calcola che questa dinamica valga circa 1.100 dollari per nucleo familiare, sommando sia il rifornimento diretto sia l’aumento dei prezzi dei beni trasportati su strada o per via aerea. Anche il riscaldamento domestico potrebbe diventare più oneroso con l’arrivo dell’inverno, aumentando ulteriormente le uscite delle famiglie.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Duemila dollari per famiglia
Nel bilancio della crisi rientra anche l’effetto della stretta monetaria adottata dalla banca centrale statunitense. I tassi sui mutui a tasso fisso, inferiori al 6% prima dell’inizio della guerra, si collocano ora intorno al 7,5%: per Zandi, il maggior costo del denaro ha sottratto circa 540 dollari a famiglia.
La somma delle diverse voci porta la perdita media a circa 2.000 dollari per nucleo. «I costi complessivi della guerra hanno assorbito circa la metà dell’aumento di reddito della famiglia americana media negli ultimi otto mesi», ha scritto Zandi sul social network X, aggiungendo: «Non c’è da stupirsi che la guerra sia così impopolare».
Il conflitto, cominciato alla fine di febbraio, ha quindi trasferito una parte rilevante dei suoi costi sui bilanci privati attraverso carburanti, trasporti, abitazioni e spesa pubblica. Le stime di Moody’s includono sia l’aumento dei prezzi sia le conseguenze finanziarie delle decisioni adottate per sostenere lo sforzo militare.
Continua a leggere
Centri commerciali, il vero valore ora è far restare i clienti
Il comparto italiano cresce lentamente, mentre gli investimenti puntano soprattutto sulla riqualificazione delle strutture già operative.
Star Step oltre gli Usa: Daas apre la porta all’Italia
L’operazione con l’azienda di Pordenone segna la prima acquisizione internazionale del gruppo statunitense, già attivo con impianti in tre continenti e clienti in più di 60 Paesi.
3mila posti a ottobre: la grande chiamata per Marina e penitenziaria
Nuove possibilità di ingresso nei corpi in divisa, con il reclutamento atteso per ottobre e migliaia di posizioni disponibili.
Bollette, la tariffa più conveniente ha una scadenza: cosa può cambiare
Quasi 1,5 milioni di clienti rischiano il passaggio al mercato libero nel 2027, ma il Mase valuta un rinvio per allungare la durata delle Tutele graduali.