Terme italiane, la sfida vale 5 miliardi: ora serve il mondo
Nel 2025 il comparto ha raggiunto 24 milioni di presenze e punta su salute, longevità e visitatori stranieri per crescere ancora.
La vera partita per le terme italiane si gioca oltre i confini nazionali. La domanda internazionale genera infatti il 60% della spesa del comparto e metà dei visitatori appartiene alla fascia con maggiore capacità di spesa, un dato che spinge il settore a rafforzare la promozione legata a salute e longevità.
Nel 2025 gli stabilimenti termali hanno registrato 24 milioni di presenze, producendo sui territori un valore superiore ai 5 miliardi di euro. La spesa quotidiana del turista, calcolata senza considerare trasporti e pernottamento, è arrivata a 166 euro: il 77% in più rispetto alla media nazionale.
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La domanda estera spinge il comparto
Secondo Gianmarco Mazzi, il turista internazionale spende mediamente 256 euro al giorno, cioè 90 euro oltre il valore medio dell’intero settore. Il ministro del Turismo ha richiamato questi numeri per evidenziare il potenziale di un’offerta termale sempre più collegata ai percorsi di benessere e cura.
Federterme propone di valorizzare anche Italcares, la piattaforma digitale dedicata alla promozione del turismo sanitario, medico e termale in Italia. L’obiettivo è intercettare la crescita della domanda mondiale e presentare le località italiane come destinazioni capaci di unire trattamenti, prevenzione e soggiorno.
Il sistema nazionale conta 320 strutture distribuite in 19 regioni. Per Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria con delega a Trasporti, logistica e industria del Turismo, le terme possono aiutare a distribuire le presenze lungo tutto l’anno e a portare visitatori in aree meno battute.
Longevità, la nuova frontiera
L’invecchiamento della popolazione apre opportunità che vanno oltre il soggiorno tradizionale. Gli over 65 sono il 25,1% degli abitanti e il settore guarda a servizi dedicati alla longevità, al turismo della salute e a nuove forme di residenzialità collegate alle strutture termali.
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Durante l’assemblea pubblica di Federterme, il presidente Renzo Iorio ha chiesto alle istituzioni di considerare il comparto una componente stabile delle politiche per l’invecchiamento attivo. «La longevità modifica i bisogni delle persone e richiede risposte che riguardano sanità, abitare e turismo», ha affermato, indicando negli investimenti su servizi e accoglienza una priorità per le imprese.
Tra i progetti esaminati c’è quello degli insediamenti residenziali termali per persone con più di 65 anni autosufficienti o solo parzialmente autonome. Si tratterebbe di complessi con 20-30 piccoli appartamenti indipendenti, affiancati da aree comuni e prestazioni adattabili alle diverse esigenze.
Il legame con le terme consentirebbe di affiancare all’abitazione l’accesso alle cure, all’esercizio fisico personalizzato e alle attività di educazione sanitaria. Federterme lo descrive come un modello collocato tra la casa privata e una struttura assistenziale, con possibili ricadute sugli investimenti nelle destinazioni termali.
Più collegamenti e competenze
La crescita del turismo termale, secondo Destro, richiede una collaborazione stabile tra imprese, istituzioni e territori. Tra i fattori indicati figurano collegamenti più efficienti, formazione adeguata e una maggiore capacità di coordinare l’offerta locale.
Il vicepresidente di Confindustria ha inoltre rilanciato l’idea di creare in Italia, insieme al Governo, alle aziende e alle università, un centro europeo di eccellenza per il turismo. In questo quadro Federterme viene considerata un interlocutore utile per rafforzare la competitività dell’industria turistica nazionale.
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