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Economia 1 min di lettura2 giorni fa

Telefonate commerciali, la stretta può ritorcersi contro: chi rischia

L’Antitrust sollecita modifiche alle regole sulle chiamate aggressive per evitare danni ai piccoli operatori e ai consumatori consenzienti

La battaglia contro le telefonate promozionali insistenti potrebbe produrre effetti opposti a quelli desiderati. Le nuove regole rischiano infatti di ridurre le occasioni commerciali anche per chi aveva accettato di essere contattato, lasciando più spazio agli operatori maggiori.


Meno offerte anche per chi acconsente

Secondo il quadro evidenziato dall’Antitrust, la stretta sulle chiamate commerciali aggressive non distinguerebbe abbastanza tra contatti indesiderati e comunicazioni autorizzate. Di conseguenza, anche i consumatori che hanno dato il proprio consenso potrebbero ricevere un numero più limitato di proposte su luce e gas.

L’effetto sarebbe particolarmente rilevante per il mercato delle forniture energetiche. La riduzione dei contatti promozionali potrebbe restringere la possibilità di confrontare offerte diverse, comprese quelle presentate da aziende di dimensioni più contenute.


Il rischio per i piccoli fornitori

La segnalazione dell’Antitrust, indirizzata a governo e Parlamento, mette in evidenza una possibile distorsione della concorrenza. Le regole, se applicate senza correttivi, potrebbero pesare soprattutto sui fornitori minori, che ricorrono ai canali telefonici per raggiungere nuovi clienti.

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In questo scenario, i grandi operatori disporrebbero di maggiori risorse e di strumenti alternativi per promuovere i propri servizi. Il risultato temuto è un mercato meno aperto, con una posizione più forte per le aziende già consolidate.


Il confine tra legale e abusivo

Un ulteriore problema riguarda la distinzione tra i centralini che operano nel rispetto delle regole e quelli che effettuano chiamate illecite. Una limitazione generalizzata potrebbe rendere più difficile l’attività dei primi, senza fermare necessariamente i secondi.

Per questo l’Antitrust chiede di rivedere le disposizioni rivolte a contrastare le telefonate continue e assillanti. L’obiettivo indicato è proteggere i consumatori dalle pratiche aggressive senza penalizzare chi ha autorizzato i contatti né indebolire la concorrenza tra fornitori di luce e gas.

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