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Economia 1 min di lettura2 ore fa

Taxi, lunedì il presidio al Mef: il servizio può fermarsi

La categoria chiede misure contro l’impennata dei carburanti e avverte: senza interventi, i costi potrebbero rendere impossibile lavorare

Il rischio è che i taxi siano costretti a fermarsi se non arriveranno interventi capaci di alleggerire l’impatto dei carburanti. A lanciare l’allarme è Loreno Bittarelli, presidente di itTaxi, che considera ormai insostenibile la situazione economica degli operatori.

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Tre richieste per evitare il blocco

Durante il presidio davanti al Mef, la categoria presenterà al Governo una serie di proposte. Tra queste figurano l’accesso al “Gasolio Professionale”, un contributo straordinario per compensare l’aumento delle spese e sostegni concreti alla transizione verso veicoli meno inquinanti.

Bittarelli ha collegato l’eventuale interruzione dell’attività alla difficoltà materiale di sostenere i costi di gestione. “Senza risposte urgenti - conclude Bittarelli - il rischio concreto è il blocco del servizio per l’impossibilità materiale di coprire i costi di gestione”.


La protesta non fermerà le auto

La manifestazione è fissata per lunedì 26 ottobre davanti al Mef, a Roma. Gli operatori annunciano che parteciperanno senza taxi, fuori dall’orario di lavoro e a piedi, così da esprimere il dissenso senza interrompere il servizio per i cittadini.

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Il nodo principale riguarda il sistema delle tariffe, stabilite dai Comuni e quindi non adeguabili immediatamente all’aumento di benzina e gasolio. Secondo itTaxi, l’intero peso dei rincari ricade così sui lavoratori, fino a cancellarne i margini economici.


L’allarme di itTaxi

Bittarelli ha illustrato la posizione dell’associazione in un editoriale pubblicato questa mattina sull’Economista. Ha sottolineato che itTaxi non avrebbe mai aderito a mobilitazioni prive di una motivazione concreta, ma che l’attuale emergenza finanziaria non sarebbe più gestibile.

Il presidente ha quindi invitato a distinguere la protesta da un’azione contro gli utenti. “Saremo in piazza a piedi, fuori turno e senza vetture, per far sentire la nostra voce senza creare disagi ai cittadini”, ha scritto, ribadendo la scelta di mantenere operative le auto durante l’iniziativa.

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