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Economia 1 min di letturaieri

Taxi, il caro-carburanti fa scattare l’allarme: ora tocca al governo

Le organizzazioni di categoria valutano il blocco del servizio se dall’esecutivo non arriveranno risposte sulle difficoltà che stanno mettendo sotto pressione i conducenti

La mobilitazione dei taxi potrebbe trasformarsi in uno sciopero se il governo non accoglierà la richiesta di confronto avanzata dalle organizzazioni sindacali. Il rincaro dei carburanti, sommato ad altri problemi della categoria, ha infatti portato la situazione a un livello definito “insostenibile”.


Il rischio concreto è lo stop

Unica Taxi Filt Cgil e Uiltrasporti hanno fatto sapere di essere pronte a interrompere il servizio. Il fermo, spiegano le sigle, diventerebbe inevitabile in assenza di una risposta da parte dell’esecutivo.

La protesta non nasce soltanto dall’aumento dei costi alla pompa. Secondo i sindacati, il caro-carburanti si inserisce in un quadro più ampio di criticità che sta aggravando le condizioni di lavoro degli operatori.

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I sindacati chiedono un confronto

Le rappresentanze dei taxi hanno già sollecitato un incontro con il governo per affrontare le difficoltà segnalate. Al momento, tuttavia, non viene indicato alcun intervento concreto in grado di rassicurare la categoria.

Il messaggio rivolto all’esecutivo è quindi legato ai tempi della risposta: senza un confronto e senza misure capaci di intervenire sulle emergenze denunciate, le organizzazioni considerano il blocco del servizio una prospettiva inevitabile.

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