Taxi e Ncc, il credito d’imposta riaccende la protesta: sciopero possibile
Presidio a Roma e assemblea a Firenze per chiedere interventi sui costi, mentre il governo prepara il confronto con gli autotrasportatori.
Il nodo dei costi torna a scuotere il trasporto non di linea: taxi e Ncc si preparano a nuove iniziative contro il caro carburante e non escludono di arrivare allo sciopero. La richiesta centrale riguarda il ripristino di un credito d’imposta considerato ormai troppo ridotto rispetto all’aumento delle spese di gestione.
Per ora le mobilitazioni non prevedono blocchi né sospensioni del servizio. Il calendario, però, si annuncia fitto: oggi è in programma un presidio davanti al Mit, mentre domani numerose organizzazioni della categoria si riuniranno a Firenze. Martedì, invece, toccherà agli autotrasportatori incontrare il ministero per discutere le misure strutturali attese dal settore.
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Il credito d’imposta resta il nodo
La protesta di tassisti e Ncc non nasce da una rivendicazione completamente condivisa sul piano delle sigle o dei luoghi scelti, ma converge su un punto: garantire maggiore stabilità al credito d’imposta. La misura era già stata indicata come prioritaria in una lettera inviata al governo a settembre.
Carlo Di Alessandro, esponente di Federtaxi Cisal, ha spiegato che il beneficio fiscale si è ridotto progressivamente e oggi incide poco sui bilanci degli operatori. «I costi di gestione, dall’inizio della crisi, sono aumentati del 25-30%», ha osservato, definendo il credito d’imposta uno strumento facilmente attuabile e capace di alleggerire le spese.
Tra le ipotesi avanzate da alcune associazioni figurano anche l’allargamento del gasolio professionale e la creazione di un fondo straordinario di compensazione. La prima proposta, tuttavia, si confronta con il fatto che la maggior parte dei taxi utilizza ormai benzina, sistemi ibridi o motorizzazioni elettriche.
Presidi a Roma, assemblea a Firenze
Il presidio odierno davanti al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sarà promosso da It Taxi, Uritaxi e Unicoop, con la partecipazione degli Ncc di Unitrav. L’iniziativa si svolgerà senza interrompere l’attività, ma le organizzazioni lasciano aperta la possibilità di ricorrere a forme di protesta più incisive.
Il giorno successivo il confronto si sposterà a Firenze, dove confluiranno numerose sigle sindacali dei tassisti per una grande assemblea di categoria. Di Alessandro ha ribadito la fermezza del fronte: «Tra le diverse forme di protesta sul tavolo c’è anche lo sciopero».
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La scelta di procedere con appuntamenti distinti riflette la pluralità delle associazioni coinvolte. La domanda comune resta però quella di una misura fiscale certa anche nel medio periodo, così da contenere l’impatto dei rincari sulle attività.
Martedì il confronto con l’autotrasporto
La stessa esigenza di prevedibilità del credito d’imposta sarà portata al tavolo del Mit dalle rappresentanze dell’autotrasporto. Martedì il ministro Matteo Salvini e il viceministro Edoardo Rixi incontreranno le associazioni del comparto nell’ambito del Tavolo permanente dell’autotrasporto di merci e della logistica.
La riunione non dovrebbe produrre decisioni immediate. L’obiettivo iniziale sarà mettere a fuoco gli interventi di carattere strutturale, dopo i provvedimenti urgenti adottati la scorsa settimana, che hanno destinato 105 milioni di euro al settore.
Il tavolo è stato istituito l’8 ottobre per favorire il confronto tra imprese di trasporto e committenza sulle politiche pubbliche e sulle strategie per il comparto. Restano quindi da affrontare i problemi di fondo, oltre alle misure temporanee già varate per fronteggiare l’emergenza.
La richiesta italiana all’Unione europea
Sul fronte agricolo, l’Italia ha chiesto alla Commissione europea di ampliare gli aiuti straordinari della Politica agricola comune, includendo anche l’aumento dei costi del carburante sostenuti dagli agricoltori. La proposta è condivisa con Repubblica Ceca, Romania e Slovacchia.
Roma presenterà la richiesta al Consiglio Agrifish previsto domani. Nel dettaglio, l’intervento mira a estendere al caro carburante l’utilizzo degli aiuti eccezionali e temporanei finanziati attraverso il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, noto come Feasr.
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