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Economia 3 min di lettura4 giorni fa

Taxi, carburante alle stelle: a Roma il lavoro non basta più

Riccardo Salerno racconta il peso dei rincari per chi guida ogni giorno nella Capitale e chiede interventi simili a quelli previsti per l’autotrasporto.

Per i tassisti romani il problema non è soltanto il pieno: alla crescita dei costi si somma un’attività che, secondo Riccardo Salerno, ha perso il sostegno del turismo. «Oggi quella massa di turisti non c’è più. Dopo il 2025 e il Giubileo, la situazione è tornata al livello di come era prima del Covid», osserva il conducente, descrivendo una riduzione delle corse soprattutto nelle zone semi-centrali della Capitale.


Roma perde turisti e corse

Salerno, 57 anni e 22 trascorsi al volante, considera la combinazione tra meno visitatori e carburante più caro una vera “tempesta perfetta” per la categoria. Dopo gli anni segnati dal turismo di massa, con alberghi, bed & breakfast e ostelli pieni, la domanda sarebbe tornata su livelli più vicini a quelli precedenti alla pandemia.

Il calo dell’attività pesa ancora di più perché molti tassisti sono rientrati dalle ferie dopo una o due settimane di stop. Quel periodo senza lavoro ha ridotto ulteriormente gli incassi, proprio mentre la spesa necessaria per continuare a lavorare aumentava.


Il margine si è quasi azzerato

La soglia di sopportazione, racconta Salerno, è ormai vicina. «Possiamo reggere ancora per un mese. Non di più». A suo giudizio, diversi colleghi stanno iniziando a chiedersi se questa professione sia ancora conveniente, perché le condizioni non sono più quelle di due o tre anni fa.

Lui riesce a contenere parzialmente l’esborso grazie a un’auto ibrida, ma percorre circa 40.000 chilometri ogni anno. La spesa mensile per la benzina, prima intorno ai 300 euro, è salita mediamente a 500-550 euro, senza che le tariffe delle corse siano state ritoccate. Per chi usa vetture esclusivamente a benzina o diesel, il conto può arrivare a 700-750 euro al mese.

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Il tetto Eni non basta

Dal 28 settembre Eni ha stabilito nelle proprie stazioni un limite di 2,19 euro al litro per il diesel e di 1,99 euro per la benzina. Salerno giudica l’iniziativa utile, ma la considera poco incisiva per chi, come lui, beneficia di una convenzione con Q8 attraverso la cooperativa di appartenenza.

La richiesta è quindi che misure analoghe vengano adottate da tutti gli operatori. Intanto, rispetto al 26 maggio, il prezzo alla pompa è aumentato di circa 19 centesimi al litro per la benzina e di 30 centesimi per il gasolio. Un incremento che si inserisce in mesi già complicati dall’inflazione e dagli effetti della guerra tra Usa e Iran.


Sciopero e aiuti già richiesti

Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche una mobilitazione della categoria. L’obiettivo sarebbe ottenere agevolazioni paragonabili a quelle riservate alle imprese di autotrasporto: per gli operatori che rispettano i requisiti è previsto il recupero delle accise sul gasolio, calcolato sulla differenza tra il tributo ordinario e quello ridotto, fissato a 403,22 euro per 1.000 litri. Esiste inoltre un credito d’imposta separato destinato a compensare una parte dell’aumento del diesel.

Il tassista avverte che, se a ottobre non arriveranno risposte sul costo del carburante, la protesta potrebbe diventare concreta. La categoria chiede un intervento al governo perché, con guadagni ridotti e spese crescenti, molti conducenti ritengono di non poter sostenere ancora a lungo l’attuale situazione.

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