Tassi Usa verso il 6%: perché il prossimo rialzo farebbe più male
Jamie Dimon avverte: un ulteriore aumento dei tassi aggraverebbe il costo del debito e dei nuovi finanziamenti nell’economia statunitense.
Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni, riferimento per i costi di finanziamento dell’intera economia, è arrivato intorno al 5,3% alla fine di settembre. Sei mesi prima si aggirava sul 4%, segnalando un forte aumento della spesa legata all’indebitamento.
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Il debito diventerebbe ancora più costoso
Secondo Jamie Dimon, amministratore delegato di JPMorgan, un nuovo incremento dei tassi di un punto percentuale renderebbe più pesanti le difficoltà finanziarie già presenti negli Stati Uniti. L’impatto non riguarderebbe soltanto i nuovi prestiti, ma anche i contratti esistenti destinati a essere rinnovati.
«Tutti dovranno pagare di più per il denaro e dovranno rinnovare i finanziamenti a tassi più alti», ha spiegato Dimon in un’intervista alla Cnbc. Il banchiere ha aggiunto che, in questo scenario, anche gli spread creditizi potrebbero aumentare, seppure in misura contenuta.
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Dal 5 al 6% il salto più doloroso
L’avvertimento di Dimon riguarda soprattutto la diversa intensità degli effetti provocati dai rialzi successivi. A suo giudizio, l’economia accuserebbe un colpo più duro passando dal 5% al 6% rispetto a quanto avvenuto con il precedente movimento dal 4% al 5%.
«Passare dal 5% al 6% sarebbe più doloroso che passare dal 4 al 5%», ha detto il numero uno di JPMorgan. La sua valutazione arriva mentre il rendimento decennale del Tesoro resta su livelli nettamente superiori a quelli registrati pochi mesi prima, con conseguenze sui costi di finanziamento nell’intero sistema economico.
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