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Economia 1 min di lettura13 ott

Borse in bilico: Milano frena, Tim vola e i semiconduttori scivolano

I mercati attendono i primi risultati delle grandi banche statunitensi, mentre petrolio e rendimenti governativi arretrano.

Tim resta il titolo più vivace di Piazza Affari, con un rialzo del 4,2%, ma la spinta iniziale dell’indice milanese si è esaurita. Il listino ha chiuso provvisoriamente a -0,05%, in linea con l’andamento incerto delle principali piazze europee.

Anche gli indici di Wall Street si muovono senza una direzione precisa, alternando lievi rialzi e ribassi attorno alla parità. A condizionare gli scambi sono i primi risultati trimestrali delle maggiori banche degli Stati Uniti.

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Tim corre, i chip restano deboli

La performance migliore tra i titoli citati è quella di Tim, che guadagna il 4,2%. Il titolo si distingue così in una seduta complessivamente priva di slancio per i mercati azionari.

Di segno opposto, invece, il comparto dei semiconduttori. Technoprobe arretra del 3,45%, mentre Stm lascia sul terreno il 3,17%, confermandosi tra le componenti più penalizzate del listino milanese.

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Petrolio e spread in discesa

Sul fronte delle materie prime, il Brent registra una flessione contenuta e scende sotto quota 106 dollari al barile. Il movimento si accompagna a un calo generalizzato dei rendimenti dei titoli di Stato.

In Italia, lo spread tra Btp e Bund si attesta a 107,6 punti base. Il differenziale resta quindi al centro dell’attenzione degli investitori, in una giornata segnata dall’attesa per le indicazioni provenienti dal settore bancario americano.

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