Tartufi, Urbani punta a 100 milioni e 75 Paesi
Dal polo umbro alle filiali estere, il gruppo vende in 75 Paesi e sviluppa circa 600 prodotti trasformati
Urbani Tartufi prepara il traguardo dei 100 milioni di euro di fatturato. L’azienda umbra, nata nel 1852, oggi opera in 75 Paesi ed è il principale gruppo mondiale nel commercio del tartufo.
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Il clima riduce la raccolta
Per Olga Urbani, presidente dell’impresa e Cavaliere del lavoro dal 2022, la disponibilità della materia prima è una delle principali incognite. Le temperature elevate registrate in ottobre in Valnerina stanno ostacolando la ricerca del tartufo bianco: «Il tartufo bianco non si sta trovando, è troppo caldo».
La riduzione dei terreni adatti e gli effetti del cambiamento climatico hanno spinto la famiglia a finanziare attività di ricerca e sviluppo. L’obiettivo è individuare modalità per coltivare il tartufo e garantire continuità alle forniture. «Se il tartufo finisce, che facciamo?», ha osservato Urbani.
La crescita dei prodotti lavorati
Il gruppo può contare su una disponibilità annua stimata in circa 300 tonnellate di tartufo. Nel polo di Sant’Anatolia di Narco, in provincia di Perugia, la materia prima viene selezionata, conservata e destinata alla vendita fresca oppure trasformata in surgelati e altre preparazioni.
A sostenere l’aumento dei ricavi sono soprattutto gli articoli lavorati: il catalogo comprende circa 600 prodotti con tartufo. Il giro d’affari legato a queste attività si aggira sui 50 milioni di euro all’anno, mentre la presidente indica come prossimo obiettivo il raggiungimento dei 100 milioni complessivi.
Nuovi mercati all’estero
La rete internazionale comprende 22 filiali in Europa e sei negli Stati Uniti, riunite sotto Urbani Truffles Usa e con sede a Manhattan. La distribuzione geografica delle vendite, tuttavia, è cambiata: Russia, Ucraina ed Emirati Arabi Uniti hanno perso gran parte del peso che avevano in passato.
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La società sta compensando il calo con l’espansione in Asia e in Africa. «Cina e India sono ormai mercati di riferimento, la Corea ha una cultura alimentare altissima e da lì arrivano tante richieste e anche il Sudafrica sta crescendo», ha detto Olga Urbani.
In Giappone l’impresa sta lavorando a prodotti e contenuti capaci di accostare il tartufo alla cucina locale. Tra i progetti citati dalla presidente ci sono libri dedicati al sushi con il tartufo, pensati per favorire l’incontro tra tradizioni gastronomiche diverse.
Dalla Valnerina al mondo
La storia dell’azienda comincia a Scheggino, in provincia di Perugia, 174 anni fa. Nel tempo l’attività si è ampliata fino a includere agricoltura, produzione alimentare, ospitalità, gestione immobiliare e finanza, mantenendo la guida della famiglia Urbani.
Il gruppo aderisce all’Unione Imprese Centenarie Italiane, associazione che riunisce aziende italiane attive da almeno un secolo in modo continuativo. Al centro della struttura produttiva resta lo stabilimento di Sant’Anatolia di Narco, da cui partono i prodotti destinati ai mercati internazionali.
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