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Economia 1 min di lettura8 ore fa

StarTech, l’affondo di Serracchiani: «Mrdovic deve mollare

Durante il presidio davanti ai cancelli, la deputata chiede un’azione congiunta per salvaguardare l’azienda e il lavoro industriale a Trieste.

Il futuro di StarTech passa anche dalla mobilitazione dei dipendenti e dalla pressione delle istituzioni. Al presidio organizzato davanti ai cancelli dello stabilimento in crisi, Debora Serracchiani ha chiesto un cambio di passo alla proprietà e un intervento coordinato con i sindacati.


Serracchiani al fianco dei lavoratori

La deputata ha indicato nei dipendenti il primo presidio a difesa dell’impresa: «Siete le prime antenne e i primi guardiani di questa azienda», ha detto rivolgendosi ai lavoratori presenti. A suo giudizio, la loro presenza è essenziale per mantenere alta l’attenzione sulla vertenza.

Serracchiani, accompagnata dallo storico sindacalista triestino Roberto Decarli, ha inoltre sollecitato il coinvolgimento di tutte le istituzioni. Il confronto dovrà proseguire insieme alle organizzazioni sindacali, come già emerso durante il tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.


Pressioni sulla proprietà e sul futuro

Secondo la parlamentare, il coordinamento tra soggetti pubblici e parti sociali rappresenta la strada per affrontare una nuova fase critica di StarTech. Tra le possibilità indicate c’è anche il ricorso all’amministrazione straordinaria, qualora la situazione lo rendesse necessario.

Nel suo intervento, Serracchiani ha rivolto un messaggio netto all’amministratore delegato Novica Mrdovic Vianello: «Deve mollare la presa». La deputata ha poi collegato la vicenda alla prospettiva economica della città, sostenendo che Trieste non possa puntare soltanto sul turismo, sulle grandi navi o su altri comparti.

Per Serracchiani, mantenere una presenza industriale significa difendere l’occupazione e l’indotto che ne deriva. La deputata ha definito inoltre «incomprensibile» il mancato sviluppo di StarTech, considerando che opera in un settore in crescita e non in una filiera ormai esaurita.

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