Startech, 300 in strada: il futuro dell’azienda resta appeso
A Trieste lavoratori e sindacati chiedono chiarezza e spingono per l’amministrazione controllata, mentre l’impresa non avrebbe ancora fornito risposte.
Il nodo principale della vertenza Startech resta l’assenza di indicazioni chiare sul destino dell’azienda. A Trieste circa 300 persone hanno partecipato alla manifestazione organizzata dai lavoratori, preoccupati che l’impresa possa essere ceduta senza garanzie e contrarie a quella che definiscono una possibile svendita.
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La protesta nasce dal silenzio aziendale
Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, la mobilitazione è stata convocata perché dalla società non sarebbero arrivate risposte sufficienti sul futuro produttivo e occupazionale. Il corteo ha attraversato le vie della zona industriale di Trieste, raccogliendo l’adesione di lavoratori e sostenitori della vertenza.
Ad aprire la manifestazione c’era uno striscione con la frase: «Startech non si svende. Il futuro di Trieste si difende». Lo slogan ha riassunto la posizione dei partecipanti, che chiedono trasparenza sulle prossime mosse e contestano ogni ipotesi di dismissione dell’azienda senza un percorso capace di tutelarne la continuità.
Cgil: serve una procedura controllata
Massimo Marega, segretario generale della Cgil di Trieste, ha indicato nell’amministratore delegato il principale interlocutore chiamato ora a fornire risposte concrete. Il dirigente sindacale ha ricordato che parti sociali e istituzioni hanno sollecitato un passo indietro da parte dell’impresa e la trasmissione dei documenti indispensabili per avviare l’amministrazione controllata.
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«L’azienda fa resistenza», ha affermato Marega, sostenendo che il corteo potrebbe rappresentare soltanto l’inizio di una serie di iniziative. L’obiettivo della Cgil è ottenere l’avvio della procedura ritenuta necessaria per offrire una prospettiva alla società e affrontare la crisi con il coinvolgimento degli interlocutori istituzionali.
Il confronto resta aperto a Roma
La vertenza non si limita alle strade di Trieste. In questi mesi il caso Startech è al centro di un confronto a Roma, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con la partecipazione anche del ministro Adolfo Urso.
Proprio in quella sede dovranno essere valutati i prossimi passaggi, mentre a livello locale la mobilitazione punta a mantenere alta l’attenzione sul futuro dell’azienda. Per ora, il punto di maggiore tensione resta la distanza tra le richieste di sindacati e istituzioni e la posizione della società sull’eventuale amministrazione controllata.
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