7.000Lettori online ora
Economia 2 min di lettura1 ora fa

1.500 miliardi immobili: la proposta per il Pnrr 2.0

Maurizio Tarquini chiede incentivi per indirizzare una parte dei risparmi degli italiani verso gli investimenti pubblici e sostenere la crescita

La conclusione del Pnrr potrebbe coincidere con un rallentamento dell’economia, ma per Maurizio Tarquini la risposta non è considerare quel percorso ormai esaurito. Il direttore generale di Confindustria propone di collegare maggiormente i capitali privati ai progetti pubblici, partendo dalle ingenti somme oggi ferme nei conti e nei fondi previdenziali.

Offerta del giorno13 ottobre

Douglas

-20% su ordini da 69€ da Douglas

Scade tra 5 giorni
*******


La liquidità ferma può cambiare direzione

Secondo Tarquini, sui conti correnti degli italiani risultano depositati circa 1.500 miliardi di euro, con rendimenti nulli o molto bassi. A questi si aggiungono altri 400 miliardi riconducibili ai fondi di previdenza: una massa finanziaria che, nella sua valutazione, potrebbe contribuire a sostenere nuovi investimenti.

«Uno degli obiettivi principali del nostro Paese deve essere quello di sbloccare il risparmio privato», ha spiegato Tarquini in un colloquio. Il dirigente considera questa disponibilità una risorsa ancora inutilizzata e suggerisce di orientarne una quota verso iniziative di interesse pubblico.


Incentivi per evitare la frenata

La proposta è inserita tra quelle che Confindustria intende sottoporre all’attenzione del governo in vista della prossima manovra. L’idea è introdurre strumenti capaci di favorire l’impiego dei risparmi in progetti pubblici, ricorrendo sia a incentivi sia a misure che rendano meno conveniente lasciare quelle somme inattive.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

I calcoli indicati da Tarquini mostrano l’impatto potenziale dell’operazione: mobilitare appena l’1% delle somme presenti sui conti correnti e il 2,5% dei fondi previdenziali significherebbe raccogliere 25 miliardi di euro. Una cifra che, secondo il direttore generale, potrebbe fornire un sostegno rilevante alla crescita proprio mentre si avvicina la chiusura del Pnrr.


Un percorso oltre il Pnrr

Per Tarquini, il piano europeo non deve restare un episodio isolato della politica economica italiana. «Non possiamo considerare il Pnrr una parentesi. Siamo entrati in quel percorso, ci dobbiamo restare», ha affermato, indicando nella continuità degli investimenti la direzione da mantenere.

Da qui nasce l’ipotesi di un nuovo programma, definito dallo stesso dirigente “Pnrr 2.0”. L’obiettivo sarebbe proseguire la spinta degli investimenti pubblici utilizzando anche una parte del risparmio nazionale, così da attenuare il possibile rallentamento legato alla conclusione dell’attuale piano.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere