5.000Lettori online ora
Economia 2 min di lettura1 ora fa

Spesa alimentare, settembre in salita: il doppio allarme della Fao

Le tensioni sulle rotte marittime e il meteo spingono i listini, mentre per il 2026 si prevede una frenata della produzione cerealicola

«Se queste pressioni persistono si ripercuoteranno presto sui prezzi dei generi alimentari al consumo, specialmente nei Paesi dipendenti dall'importazione di cibo ed energia». È l'avvertimento di Maximo Torero, capo economista della Fao, davanti agli effetti combinati degli eventi climatici e delle difficoltà nei trasporti.


Raccolti 2026 meno abbondanti

La produzione mondiale di cereali prevista per il 2026 dovrebbe ridursi del 2,1% rispetto all'anno precedente. Nonostante la flessione, il risultato resterebbe il secondo più elevato mai rilevato, alle spalle del raccolto del 2025.

Per la conclusione della stagione 2027, le riserve cerealicole sono attese sugli stessi valori registrati all'inizio del periodo. Più marcata appare invece la contrazione degli scambi: il commercio internazionale potrebbe diminuire del 3,5% rispetto al primato raggiunto nella stagione 2025/26.


Rotte marittime sotto pressione

Le spedizioni di grano e mais rischiano di essere inferiori alle stime precedenti. A pesare sono le limitazioni alla navigazione nel Mar Nero e la disponibilità insufficiente di percorsi alternativi capaci di garantire una quantità adeguata di trasporto.

Secondo Torero, le perturbazioni nello Stretto di Hormuz e nel Mar Nero, sommate agli shock meteorologici, stanno facendo salire i costi dell'energia e della logistica, con ricadute sulle principali materie prime alimentari. L'impatto potrebbe trasferirsi sui consumatori soprattutto nei mercati che dipendono dall'estero per approvvigionamenti energetici e alimentari.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Cereali e zucchero guidano i rincari

A settembre l'indice generale dei prezzi alimentari della Fao ha registrato un incremento dell'1,5% su agosto. Nell'arco di dodici mesi, l'aumento complessivo è arrivato al 5,8%.

La componente cerealicola ha segnato la variazione più consistente tra i principali comparti, con un +5,1% mensile e un livello del 17,2% superiore a quello di settembre 2025. Il grano è cresciuto del 6,3%, il mais del 5,6% e il riso dell'1,4%. Anche lo zucchero ha accelerato, salendo del 6,1% per le attese di una riduzione dell'offerta mondiale nella campagna 2026/27.


Ribassi per carne e latticini

Gli oli vegetali hanno mostrato un aumento più contenuto, pari allo 0,9% rispetto al mese precedente. Il quadro è stato compensato in parte dalle diminuzioni registrate in altri comparti.

I prezzi della carne suina e del pollame sono scesi dell'1,1%, mentre i prodotti lattiero-caseari hanno perso lo 0,1%. La dinamica complessiva resta comunque orientata al rialzo, sostenuta soprattutto dalle tensioni che interessano cereali, zucchero, energia e trasporti.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere