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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Spaccate, il conto per le imprese: quasi 3mila euro per difendersi

La videosorveglianza è la contromisura più scelta, ma resta elevata la preoccupazione per nuovi episodi tra negozi e pubblici esercizi

Per rafforzare la sicurezza del territorio, gli imprenditori indicano soprattutto due strumenti: sistemi di videosorveglianza, indicati dal 49,7%, e un presidio più consistente delle forze dell’ordine, ritenuto decisivo dal 42,3%. Sono i principali risultati di uno studio Confcommercio dedicato al fenomeno delle spaccate.


La prevenzione parte dal territorio

L’82,3% delle aziende dispone di una polizza, completa o parziale, che copre i danni provocati dalla rottura di vetrine e serrande. La protezione assicurativa rappresenta quindi una soluzione già adottata dalla maggioranza delle attività coinvolte nel comparto del commercio e dei pubblici esercizi.

La richiesta di maggiore sicurezza non riguarda soltanto la difesa dei singoli negozi. La presenza delle forze dell’ordine e l’installazione di strumenti di controllo vengono considerate dagli operatori le risposte più utili per limitare il rischio complessivo nelle aree in cui lavorano.


Difendersi costa quasi 3mila euro

Il 42,4% delle imprese ha destinato risorse aggiuntive alla prevenzione. La spesa media ammonta a 2.950 euro e riflette la necessità di intervenire con strumenti concreti, oltre alla sola copertura assicurativa.

La scelta più frequente è caduta sulla videosorveglianza, adottata dal 74,6% delle imprese che hanno investito. Seguono il ricorso alla vigilanza privata, con il 29,8%, e l’installazione di serrande o porte blindate, indicata dal 29,5%.

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Un rischio che molti sentono vicino

Dall’indagine emerge che il 34,8% delle attività ha già affrontato almeno una spaccata, cioè un furto realizzato sfondando una vetrina o una serranda. Tra quelle colpite, il 59,4% ha dovuto fare i conti con due o più episodi, un dato che segnala la possibilità di recidiva.

La metà circa degli imprenditori, il 49,9%, considera concreto il pericolo di subire un furto di questo tipo nei prossimi mesi. Inoltre, il 51,7% dichiara di conoscere casi avvenuti ai danni di altri commercianti nella propria zona.


Il reato percepito in crescita

Nel 2026 le spaccate risultano il reato predatorio che, secondo gli operatori del commercio e della ristorazione, è aumentato maggiormente: lo sostiene il 38,9% degli intervistati.

Nella maggior parte dei casi, pari all’85%, l’azione avviene quando l’esercizio è chiuso. Non mancano tuttavia episodi durante l’orario di apertura, con un rischio che per le attività non si limita quindi alle ore di inattività.

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