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Economia 3 min di lettura1 ora fa

Sigarette, l'Ue propone accise minime fino a 200 euro

La proposta irlandese riduce da 800 a 200 pezzi la soglia indicativa per il tabacco comprato in un altro Paese

La presidenza irlandese dell’Ue ha presentato un compromesso per aumentare le accise sul tabacco e limitare gli acquisti transfrontalieri. Il testo sarà esaminato dall’Ecofin lunedì.

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Le nuove soglie fiscali

Per le sigarette, il progetto indica un’accisa minima di 140 euro ogni mille pezzi dal luglio 2028. Il valore salirebbe a 170 euro nel 2030 e a 200 euro nel 2032, quando dovrebbe diventare pienamente operativo anche il requisito di un’imposta pari almeno al 60% del prezzo medio ponderato di vendita, fatte salve le deroghe.

L’aumento dell’accisa minima non si tradurrebbe automaticamente in un rincaro dello stesso importo per i pacchetti. Gli Stati membri manterrebbero infatti la possibilità di applicare imposte superiori ai livelli fissati dall’Unione, che non stabilisce direttamente i prezzi al dettaglio.


Italia, adeguamento fino al 2036

Dieci Paesi, tra cui l’Italia, potrebbero usufruire di un periodo aggiuntivo per adeguarsi. La proroga riguarderebbe gli Stati chiamati ad aumentare in media di oltre il 2,35% l’anno, rispetto al 2025, le accise sulle sigarette.

L’entrata a regime per Italia, Bulgaria, Grecia, Spagna, Croazia, Cipro, Lussemburgo, Portogallo, Romania e Slovenia potrebbe così essere rinviata al 1° gennaio 2036. La stessa flessibilità verrebbe applicata al tabacco trinciato destinato alle sigarette preparate dai consumatori.


Limiti agli acquisti tra Paesi

Il compromesso interviene anche sulla quantità di sigarette che un privato può trasportare da uno Stato dell’Ue a un altro per dimostrare che il prodotto è destinato all’uso personale. Il riferimento scenderebbe da 800 a 200 pezzi, cioè da quattro stecche a una.

Il superamento della quota non farebbe scattare in modo automatico né un divieto né una sanzione. Le autorità dovrebbero valutare le caratteristiche dell’acquisto; gli Stati potrebbero comunque scegliere un limite quantitativo fisso, che non potrebbe essere inferiore a 300 sigarette.

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Tasse su bustine e liquidi

La proposta estende la tassazione armonizzata anche a prodotti non contemplati dalla direttiva del 2011, ormai considerata non adeguata all’evoluzione del mercato. Per le bustine di nicotina prive di tabacco è previsto un prelievo iniziale pari al 10% del prezzo oppure a 30 euro per chilogrammo.

Il livello salirebbe gradualmente fino al 50% o a 50 euro per chilogrammo nel 2032. L’entità definitiva dovrà però essere stabilita dai ministri. Restano inoltre sul tavolo le richieste della Spagna sul tabacco trinciato, mentre la Svezia rappresenta il principale ostacolo politico per la diffusione delle bustine sul proprio mercato.

Per i liquidi delle sigarette elettroniche, anche senza nicotina, l’imposta minima partirebbe dal 20% del prezzo o da 20 centesimi al millilitro. Gli importi potrebbero essere aggiornati in base all’inflazione, ma ogni modifica richiederebbe l’unanimità dei Ventisette.


Il voto dell’Ecofin

Dublino, che guida il Consiglio dell’Ue e ha il prezzo medio delle sigarette tradizionali più alto dell’Unione, con oltre 15 euro a pacchetto, punta a raggiungere un’intesa lunedì. La presidenza irlandese ha segnalato progressi, pur ammettendo che servono ulteriori concessioni.

La Francia ha appoggiato l’impostazione generale, soprattutto per la riduzione delle soglie sugli acquisti oltreconfine, la modulazione delle imposte in base al potere d’acquisto e l’adeguamento all’inflazione. Per approvare la riforma sarà comunque necessario il consenso unanime dei 27 Stati membri.

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