Sette giorni di tregua, ma Trump dice no: il nodo Iran dopo il voto
Teheran collega la riapertura di Hormuz e il dialogo atomico a una pausa nei combattimenti, mentre Washington prepara una nuova fase del conflitto.
Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha rilanciato la linea diplomatica sostenuta dalla Cina, indicando nel dialogo il possibile percorso per ridurre le tensioni. In un messaggio pubblicato su X, ha espresso apprezzamento per la posizione di Xi Jinping e per l’ipotesi di tornare al Memorandum di Islamabad.
Pezeshkian ha spiegato che Teheran condivide l’obiettivo di ricomporre le controversie attraverso il confronto politico. Nel suo intervento ha inoltre richiamato la necessità di rispettare gli impegni già sottoscritti e di creare le condizioni per trattative «serie, concrete e orientate ai risultati».
Teheran mette sul tavolo Hormuz
La proposta iraniana è stata illustrata alle Nazioni Unite dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Secondo il piano trasmesso agli Stati Uniti attraverso il Qatar, una sospensione delle ostilità della durata di sette giorni avrebbe dovuto aprire la strada alla normalizzazione del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.
Araghchi ha precisato che il passaggio delle navi potrebbe tornare regolare entro una settimana, ma soltanto dopo il rispetto delle condizioni indicate da Teheran. «L'Iran ha trasmesso agli Stati Uniti, tramite il Qatar, un piano concreto di sette giorni», ha dichiarato, aggiungendo che il suo Paese non intende accettare pressioni, minacce o intimidazioni.
Washington guarda oltre il voto
La proposta, secondo quanto riferito dal Wall Street Journal sulla base delle dichiarazioni di funzionari statunitensi, non avrebbe convinto Donald Trump. Il presidente americano avrebbe comunicato ai propri collaboratori l’intenzione di riavviare i bombardamenti contro l’Iran dopo le elezioni di medio termine previste a novembre.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
La prospettiva delineata dalla Casa Bianca si contrappone quindi alla pausa chiesta da Teheran. Il calendario indicato da Trump lega la possibile ripresa delle operazioni militari alla conclusione del voto di midterm, mentre il confronto sulla tregua resta privo di un’intesa.
Nucleare e porti al centro dello scambio
In cambio della sospensione degli attacchi, l’Iran avrebbe offerto due concessioni: la riapertura dello Stretto di Hormuz e il ritorno al tavolo sul programma nucleare. Teheran avrebbe collegato questi impegni alla revoca del blocco americano sui porti iraniani.
Il piano combina dunque una misura immediata sul traffico marittimo con la ripresa di un negoziato strategico. La posizione iraniana, ribadita da Araghchi, è che ogni accordo debba nascere dal rispetto della sovranità nazionale e non da condizioni imposte sotto pressione.
Continua a leggere
Bilanci alle due categorie: è scontro tra commercialisti e consulenti
L’articolo 13 del Ddl Concorrenza amplia le competenze dei consulenti del lavoro e accende il confronto con i commercialisti sulla gestione dei bilanci aziendali.
Stipendio insufficiente: Gianluca regge con rate e ore extra
A 52 anni, l’agente Gianluca Cioè racconta il peso delle spese familiari dopo il trasferimento da Roma a Brescia.
Carburanti, la mossa di Q8: il tetto arriva dal 1° ottobre
Per un mese Q8 limiterà il prezzo di benzina e gasolio, ma senza indicare ancora la soglia: intanto l’Unione europea valuta un intervento
Bruxelles, la cifra che può riaprire i conti: spread a 100
Il governo cerca un’intesa sulla somma da autorizzare attraverso la clausola nazionale, mentre il rendimento dei titoli torna sotto osservazione.