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Economia 2 min di lettura2 ore fa

Scuola, taglio di 7mila posti: nidi e sanità

La stretta vale 252 milioni l’anno dal 2028; imprese dei dispositivi medici contestano il payback

La legge di Bilancio prevede una riduzione di circa 7mila posti nella scuola, tra docenti e personale Ata, con risparmi destinati a crescere fino al 2028.

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Farmaci equivalenti sotto pressione

A lanciare l’allarme è anche l’industria dei medicinali fuori brevetto, preoccupata per gli effetti del payback sulla produzione di farmaci essenziali. Il meccanismo, secondo il settore, rischia di aggravare difficoltà già presenti nella fabbricazione degli equivalenti, venduti a prezzi più bassi rispetto ai prodotti di marca.

Riccardo Zagaria, presidente di Egualia, ha riconosciuto che gli incentivi agli investimenti rappresentano un segnale positivo, ma li ha giudicati insufficienti per superare i problemi strutturali. I farmaci equivalenti, ha ricordato, contribuiscono a contenere la spesa e a sostenere la tenuta del servizio sanitario pubblico.


Imprese mediche contro il payback

La contestazione riguarda anche le aziende che forniscono apparecchiature e tecnologie agli ospedali. Confindustria dispositivi medici ha annunciato possibili azioni legali e proteste se il testo non sarà corretto.

Fabio Faltoni, presidente dell’associazione, sostiene che le imprese siano chiamate a coprire costi legati agli sforamenti regionali e non alla loro gestione. Anche Conflavoro Pmi Sanità denuncia un forte impoverimento delle aziende che lavorano per il sistema sanitario.


Tagli alla scuola e fondi per i nidi

La riduzione degli organici è contenuta nell’articolo 66: 4.925 unità in meno riguarderanno l’organico dell’autonomia scolastica, mentre altri 2.049 posti saranno cancellati tra il personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

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Il provvedimento dovrebbe produrre un beneficio per i conti pubblici pari a 83,9 milioni di euro nel 2027. Dal 2028 il risparmio annuo salirà a quasi 252 milioni. La misura ha suscitato la reazione contraria di opposizioni e sindacati.

Nel testo compare anche una modifica al finanziamento degli asili nido, collegata alla diminuzione delle nascite. L’articolo 121 stabilisce per il 2027 criteri diversi per distribuire le somme, con l’obiettivo di assicurare in ogni Comune una copertura del 33% senza utilizzare necessariamente l’intero stanziamento disponibile.

Le risorse non impiegate secondo questo criterio diventerebbero eccedenze da riassegnare. Il cambiamento non riguarda quindi l’apertura di nuovi nidi, ma la destinazione delle somme che resteranno inutilizzate dopo il riparto.


Il tetto per i dispositivi

Il nodo sanitario è affrontato dall’articolo 73, che mantiene per il periodo 2019-2023 il payback a carico delle imprese di dispositivi medici. Il sistema impone ai fornitori di contribuire alla copertura degli sforamenti dei limiti regionali di spesa.

A partire dal 2027, il limite nazionale per l’acquisto dei dispositivi salirebbe al 4,7% del finanziamento del Servizio sanitario nazionale. L’incremento comporterebbe un costo aggiuntivo di 146 milioni di euro ogni anno, ma per le aziende non sarebbe sufficiente a superare le criticità del meccanismo.

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