Scuola, 6.974 posti in meno nella legge di bilancio
Il testo prevede risparmi sui posti scolastici e sulle pensioni, mentre Salvini lascia aperta la porta a misure sulle banche
La legge di bilancio riduce di 6.974 unità gli organici della scuola. Il provvedimento, appena reso pubblico, ha già provocato la reazione di opposizioni, sindacati e Regioni.
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I tagli agli organici
La riduzione riguarda 4.925 posti dell’organico dell’autonomia e 2.049 posizioni del personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Dal 2028 l’intervento dovrebbe garantire risparmi annuali vicini ai 252 milioni di euro.
La scelta arriva mentre gli studenti protestano nelle piazze e riaccende il confronto sul finanziamento dell’istruzione. Il Partito democratico accusa l’esecutivo di intervenire sulla scuola per recuperare risorse, mentre il Movimento 5 Stelle definisce il provvedimento una vergogna. Alleanza Verdi e Sinistra parla invece di una legge finanziaria a vantaggio dei più ricchi.
Anche la revisione del riparto dei fondi per gli asili nido, motivata dal calo delle nascite, alimenta le critiche. Irene Manzi, responsabile scuola del Pd, contesta l’impostazione del governo: «Il governo non apre asili, aspetta che nascano meno bambini».
Pensioni e reazioni sindacali
Le tabelle della manovra indicano inoltre una stretta sulla rivalutazione degli assegni. L’adeguamento pieno all’inflazione resterà per le pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo; la misura dovrebbe produrre 14,2 miliardi di risparmi in dieci anni, che scendono a 8,5 miliardi considerando gli effetti fiscali.
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Il segretario generale della Cisl Daniela Fumarola chiede un confronto immediato e considera necessari più docenti e personale Ata, non riduzioni. La Cgil, guidata da Maurizio Landini, collega invece il giudizio sulla manovra alla perdita di potere d’acquisto, all’aumento dei costi energetici e alle difficoltà salariali. Il sindacato prepara lo sciopero del 20 novembre e sostiene che il provvedimento «accelera declino e impoverimento».
Il passaggio parlamentare
Per le modifiche alla legge di bilancio sono stati accantonati 120 milioni di euro per il 2027 e altrettanti per il 2028. Il confronto parlamentare potrebbe quindi intervenire su diversi capitoli ancora contestati.
Matteo Salvini ha difeso il lavoro svolto dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, senza escludere correzioni durante l’esame del testo. Sulle banche, il vicepremier mantiene invece la pressione e ammette la possibilità di chiedere ulteriori contributi: «Se il Parlamento riterrà che si possa chiedere, fare, ottenere anche qualcosa in più, il Parlamento è sovrano».
Salvini si è mostrato contrario, a titolo personale, all’ipotesi di introdurre targhe personalizzate a pagamento. Nel dibattito parlamentare dovrebbe entrare anche la previdenza dedicata per le forze dell’ordine. Antonio Tajani ha definito l’obiettivo un imperativo morale dopo la morte dei militari italiani in Bosnia e ha annunciato la volontà di sostenerlo nell’articolato, anche attraverso un emendamento se necessario.
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