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Economia 2 min di lettura5 ott

Schneider affonda Parigi, Milano regge: Unipol vola, Mediobanca scivola

Piazza Affari avanza dello 0,2% mentre i mercati europei restano deboli: brillano Amplifon e Unipol, sotto pressione il titolo di Mediobanca.

L’apertura positiva di Wall Street non cambia il quadro prudente delle Borse europee, che procedono senza una direzione uniforme. Milano riesce comunque a mantenersi in territorio positivo, sostenuta soprattutto da Amplifon e Unipol, mentre Parigi paga il crollo di Schneider Electric dopo l’annuncio di una maxi-acquisizione negli Stati Uniti.


Schneider trascina Parigi in rosso

Il listino francese arretra di circa l’1%, penalizzato dalla caduta di Schneider Electric, che perde il 9%. Il gruppo ha comunicato l’acquisto della statunitense Ptc per 22,6 miliardi di dollari in contanti, operazione che ha appesantito l’intero mercato di Parigi.

Tra le principali piazze del continente, Madrid segna il risultato migliore con un progresso dello 0,5%. Milano e Amsterdam guadagnano lo 0,2%, mentre Francoforte si mantiene appena sopra la parità.


Unipol corre, Mediobanca arretra

A Piazza Affari spiccano Amplifon e Unipol, entrambe in crescita del 4%. Il titolo del gruppo assicurativo beneficia del rafforzamento dell’offerta di Intesa Sanpaolo su Mps: Intesa sale dell’1,2% e Mps dell’1%.

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A sostenere il progetto è anche la decisione di Delfin, primo azionista di Mps, di aderire all’offerta pubblica di acquisto e scambio promossa dal gruppo guidato da Carlo Messina. Sul fronte opposto, Mediobanca perde il 4% e scende a 26,2 euro, mentre appare più lontana l’ipotesi di fusione con Rocca Salimbeni. Sull’operazione dovranno pronunciarsi gli azionisti nelle assemblee fissate per il 29 ottobre.


Spread stabile, euro ancora debole

Sul mercato obbligazionario il differenziale tra i titoli italiani e quelli tedeschi resta fermo a 112 punti base. Il rendimento del Btp si attesta al 4,56%, senza variazioni tali da modificare il quadro della seduta.

Prosegue invece la discesa della moneta unica, che cede lo 0,4% sul dollaro e scende a quota 1,12. Nel comparto energetico il gas perde l’1% a 73 euro per Megawattora, mentre il petrolio arretra nella stessa misura e si porta a 89 dollari al barile.

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