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Economia 2 min di lettura59 min fa

Scala, il 20 ottobre il sipario può fermarsi: trattativa decisiva

Il rinnovo del contratto divide sindacati e teatri: al Piermarini si cerca un’intesa prima dello sciopero che minaccia la prima del Faust

La prima del «Faust», diretta da Daniele Rustioni, rischia di essere coinvolta nello sciopero indetto alla Scala per il 20 ottobre. Prima di quella data, alle 16, il sovrintendente Fortunato Ortombina incontrerà le organizzazioni sindacali per provare a riaprire il confronto e scongiurare la protesta.


Alla Scala resta aperto il nodo salariale

La mobilitazione è stata approvata lunedì da un’ampia maggioranza dei lavoratori del Piermarini. A proclamarla sono state Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilfpc-Uil e Fials insieme alle rappresentanze sindacali aziendali del teatro milanese.

Al centro della vertenza c’è il rinnovo del contratto unico della Scala. La fondazione lirica, autonoma sul piano statutario dal 2014, conduce infatti una trattativa distinta rispetto a quella che riguarda in generale i lavoratori dello spettacolo. I sindacati contestano l’assenza di risposte concrete alle richieste presentate nella loro piattaforma, a partire da un aumento del 15% della retribuzione annua lorda per tutto il personale, con decorrenza da gennaio 2027.

La nota unitaria definisce lo sciopero un nuovo strumento di pressione per rafforzare le rivendicazioni e ottenere un impegno preciso dalla Fondazione. L’incontro con Ortombina rappresenta dunque un passaggio importante, anche se il confronto potrebbe non essere sufficiente a cancellare la protesta già annunciata.

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La vertenza coinvolge tutto il settore

La situazione della Scala si inserisce in una mobilitazione più ampia. Anche i lavoratori degli altri teatri sono in stato di agitazione e hanno annunciato uno sciopero nazionale, la cui organizzazione sarà stabilita dal coordinamento unitario convocato per il 14 ottobre.

Il confronto tra sindacati e Federvivo riguarda il contratto nazionale di lavoro per Teatri e Scritturati, scaduto nel 2021. Le sigle Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilfpc-Uil sostengono che l’ipotesi di durata indicata dalla controparte, dal 2027 al 2029, lascerebbe il settore senza un adeguato riconoscimento economico per quasi nove anni. Nella loro denuncia ricordano anche che la paga minima giornaliera degli scritturati, considerando un livello medio e includendo il salario accessorio, supera di poco i 71 euro lordi.

Federvivo ha illustrato una proposta diversa per i due gruppi di lavoratori. Per gli scritturati prevede un aumento immediato del 20% delle diarie e un incremento complessivo del 20% dei minimi tabellari, distribuito nel triennio con quote del 10%, 5% e 5% dal 1° gennaio 2027. Per il personale dipendente, invece, l’associazione propone di aumentare subito del 20% le diarie, di elevare del 18% i minimi tabellari in tre anni e di portare da 5 a 10 gli scatti biennali di anzianità. Federvivo ha infine assicurato la propria disponibilità a proseguire il negoziato per arrivare rapidamente alla firma, nel rispetto di lavoratori e imprese.

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