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Economia 1 min di lettura20 ore fa

San Marino, la svolta europea ha una data: cosa cambia nel 2027

Dopo un decennio di riordino del comparto bancario, il piccolo Stato punta a un ingresso progressivo nel mercato unico dell’Unione europea.

Il 2027 rappresenta il prossimo passaggio decisivo per San Marino. Da quell’anno dovrebbe diventare operativo l’accordo di associazione con l’Unione europea, firmato con la Commissione Ue il 19 ottobre, al termine di un percorso iniziato nel 2012.

Il progetto arriva dopo una lunga fase di riorganizzazione del sistema bancario e finanziario sammarinese. Il riassetto ha preparato il Paese a un rapporto più stretto con l’Europa, pur all’interno di un’apertura destinata a procedere per gradi.

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L’accesso europeo sarà progressivo

L’intesa non viene presentata come un passaggio immediato, ma come l’avvio di un’integrazione graduale nel mercato unico. Tomasetti, presidente della Banca centrale di San Marino, ha spiegato: «Accesso graduale ma nostro obiettivo è accorciare i tempi».

La prospettiva riguarda uno Stato di 61,57 chilometri quadrati e circa 33.500 abitanti. Per San Marino, l’accordo segna quindi un momento rilevante nel consolidamento dei rapporti con le istituzioni europee, dopo un iter cominciato con la firma della Convenzione monetaria.

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Una prova per credibilità e competitività

L’avvicinamento all’Europa viene associato anche alla necessità di rafforzare l’affidabilità del sistema e la capacità di competere. Vivoli, direttore generale della Banca centrale di San Marino, ha definito il rapporto con l’Europa «una grande opportunità e uno stimolo a consolidare credibilità e competitività».

La piena operatività dell’accordo è attesa dal 2027, mentre il lavoro preparatorio prosegue nel quadro del riordino avviato nell’ultimo decennio. Per il piccolo Stato, l’obiettivo è trasformare quella fase di pulizia bancaria in una base più solida per il nuovo rapporto con il mercato unico.

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