Salari e rappresentanza, Landini alza la posta: il nodo resta aperto
Dopo ore di confronto con le associazioni datoriali, la Cgil rilancia su retribuzioni, potere d’acquisto e regole della rappresentanza, mentre il nuovo accordo interconfederale resta ancora da definire.
Maurizio Landini ha riportato al centro del confronto il tema delle buste paga: per la Cgil, ha spiegato, difendere i salari e il loro potere d’acquisto non è più rinviabile, ma resta ancora irrisolto insieme alla rappresentanza.
Il confronto va avanti da ore
La nuova riunione tra Cgil, Cisl, Uil e 14 associazioni datoriali è andata avanti per 8 ore nella sede di Confindustria, dopo una giornata precedente chiusa molto tardi. Sul tavolo c’è l’ipotesi di un accordo interconfederale che tocchi in modo diretto contrattazione e retribuzioni.
Salari, il nodo principale
Al termine dell’incontro, il leader della Cgil ha sottolineato che la questione salariale e la tutela del potere d’acquisto sono per lui un punto «fondamentale e decisivo». Ha aggiunto che, oltre a questo, restano da affrontare anche formazione, salute e sicurezza, innovazione e partecipazione.
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Cosa resta da definire
Secondo Landini, il capitolo su salari e rappresentanza non è ancora chiuso. Proprio per questo il confronto proseguirà sui punti considerati più sensibili per lavoratori e imprese, con l’obiettivo di arrivare a un’intesa più ampia.
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