Risparmio europeo, la sfida è non regalarlo agli Stati Uniti
Gian Maria Gros-Pietro indica in banche più forti, intelligenza artificiale e capitali continentali le leve per sostenere sviluppo e welfare
Trattenere in Europa il risparmio generato al suo interno e usarlo per finanziare innovazione e crescita: è questa, secondo Gian Maria Gros-Pietro, una delle principali sfide per il futuro economico del continente. Il presidente di Intesa Sanpaolo ne ha parlato durante un incontro dedicato alla funzione sociale degli istituti di credito.
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Capitali europei per la crescita
Per Gros-Pietro, il rafforzamento del sistema finanziario passa anche dalle aggregazioni bancarie. Operazioni di questo tipo possono contribuire a creare strutture più solide, in grado di sostenere investimenti consistenti e di accompagnare le trasformazioni economiche in corso.
Il presidente di Intesa Sanpaolo ha richiamato soprattutto la necessità di evitare che una quota rilevante del risparmio prodotto in Europa continui a finanziare l'economia statunitense. L'obiettivo indicato è costruire un mercato finanziario continentale capace di mobilitare risorse a favore delle imprese, della competitività e della tenuta dello Stato sociale.
L'intelligenza artificiale accelera il cambiamento
Nel corso dell'intervento, Gros-Pietro ha evidenziato anche il potenziale dell'intelligenza artificiale. La tecnologia, ha spiegato, può abbreviare i tempi della ricerca scientifica, aumentare la produttività e rendere realizzabili attività che in passato richiedevano risorse e periodi molto più ampi.
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Lo sviluppo tecnologico, tuttavia, dovrà essere accompagnato da norme, verifiche e finanziamenti adeguati. L'innovazione dovrebbe ridurre il peso delle mansioni ripetitive e consentire alle persone di dedicare più spazio alla creatività, senza perdere di vista le garanzie necessarie.
Banche solide per la trasformazione
A sostegno di questo percorso, ha osservato Gros-Pietro, occorrono strumenti finanziari capaci di raccogliere e indirizzare grandi quantità di capitale. "Servono strutture finanziarie solide e capaci di mobilitare capitali ingenti", ha affermato durante l'incontro.
La combinazione tra banche più robuste, investimenti nell'intelligenza artificiale e una maggiore capacità europea di trattenere il proprio risparmio viene quindi indicata come decisiva per affrontare anche le conseguenze delle sfide demografiche. In questa prospettiva, la finanza è chiamata a sostenere non solo l'innovazione, ma anche la possibilità per l'Europa di incidere sul proprio futuro.
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