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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Risparmio, cinque associazioni propongono conti per finanziare la crescita

Il modello prevede incentivi fiscali, vincolo quinquennale e investimenti europei per sostenere imprese e mercati

ABI, Ania, Assogestioni, Assoreti e Aipb hanno sottoposto al Ministero dell’Economia e delle Finanze un progetto comune per introdurre in Italia i conti di risparmio e investimento, indicati con l’acronimo SIA.

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Come funzionano i conti SIA

La proposta riguarda le persone fisiche residenti fiscalmente in Italia e punta a indirizzare una parte più ampia delle risorse delle famiglie verso impieghi produttivi di medio e lungo periodo. L’obiettivo è ampliare i canali di finanziamento per le imprese e offrire ai risparmiatori nuove modalità per gestire il patrimonio finanziario.

I conti avrebbero una marcata componente europea: almeno il 70% degli strumenti dovrebbe essere emesso da soggetti con sede nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo. Le associazioni valutano anche l’introduzione di criteri per distribuire gli investimenti tra più aree geografiche, evitando una concentrazione eccessiva.


Vincoli fiscali e investimenti

I SIA potrebbero assumere forme diverse, dai conti titoli alle rubriche di fondi, passando per le gestioni patrimoniali e le polizze assicurative d’investimento. Il beneficio fiscale sarebbe legato alla detenzione del conto per almeno cinque anni e a un insieme ampio di attività finanziarie ammissibili.

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La struttura ipotizzata richiede inoltre che almeno metà del portafoglio sia destinata ad azioni. Per ciascun emittente sarebbe previsto un tetto del 10% sugli investimenti azionari e obbligazionari; il limite non riguarderebbe i titoli di Stato. Il progetto distingue infine tra “SIA base” e “SIA alternativo”, così da includere anche imprese più piccole e società non quotate.


Il raccordo con l’Europa

L’iniziativa è stata elaborata in riferimento agli indirizzi della Commissione europea sulla strategia per l’Unione del risparmio e degli investimenti. Le cinque organizzazioni rappresentano i comparti bancario, assicurativo, del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e del private banking.

Con il documento presentato al ministero, ABI, Ania, Assogestioni, Assoreti e Aipb hanno manifestato la disponibilità a lavorare con le istituzioni per definire regole nazionali coerenti con le indicazioni europee. Il modello si aggiungerebbe ai PIR già previsti dall’ordinamento italiano e mira a rafforzare il collegamento tra risparmio privato, mercati dei capitali e sviluppo dell’economia reale.

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