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Economia 2 min di lettura5 ore fa

Rifiuti, le famiglie spendono 340 euro: le imprese oltre 20 miliardi

L’Italia ricicla oltre il 21% dei materiali, ma esporta ogni anno più di 6 milioni di tonnellate di scarti

La gestione dei rifiuti costa in media 340 euro all’anno a ogni famiglia italiana, mentre per le imprese la spesa complessiva supera i 20 miliardi di euro.

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Materie prime dall’estero

L’economia italiana utilizza ogni anno 777 milioni di tonnellate di materiali. La quantità è rimasta pressoché invariata nell’arco degli ultimi dieci anni, ma la componente riciclata rappresenta 135 milioni di tonnellate, contro 642 milioni ottenute da materie prime vergini.

La dipendenza dall’estero resta elevata. Circa 300 milioni di tonnellate di materie prime vergini, pari al 46% del totale, arrivano da altri Paesi, soprattutto nel comparto dei combustibili fossili.


Il riciclo oltre la media europea

Il tasso italiano di circolarità supera il 21%, quasi il doppio rispetto al dato medio dell’Unione europea, fermo al 12,2%. Il risultato colloca l’Italia tra i Paesi europei con il maggiore impiego di risorse recuperate.

Il quadro è però accompagnato da alcune difficoltà. La crisi del riciclo della plastica mette sotto pressione il risultato raggiunto, mentre ogni anno più di 6 milioni di tonnellate di scarti vengono trasferite oltreconfine.

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Impianti e costi della gestione

I dati sono contenuti nel rapporto “I Rifiuti in numeri 2026”, preparato da Assoambiente e presentato il 5 novembre a Rimini, durante Ecomondo. L’associazione riunisce le imprese attive nell’igiene urbana, nel recupero, nel riciclo, nello smaltimento e nelle bonifiche.

Secondo il presidente di Assoambiente, Chicco Testa, il Paese deve aumentare la dotazione infrastrutturale e ridurre il ricorso alle discariche. «Siamo un Paese virtuoso, ma per completare la transizione circolare servono nuovi impianti, meno discariche e un quadro normativo che favorisca gli investimenti», ha affermato a margine della presentazione.

Il rapporto segnala inoltre una crescita dei rifiuti speciali e un utilizzo ancora contenuto del recupero energetico. Per Assoambiente, il completamento del percorso verso un’economia più circolare richiede quindi nuove strutture e regole capaci di sostenere gli investimenti.

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