Rifiuti e infiltrazioni: dopo lo scioglimento la svolta arriva in 7 anni
Uno studio dell’Università di Pisa rileva più differenziata e meno rifiuti nei Comuni commissariati per sospetti legami mafiosi.
Tra il quinto e il settimo anno successivo allo scioglimento del Consiglio comunale, la raccolta differenziata aumenta del 12-13%. Nello stesso periodo ogni abitante produce circa 50-60 chili di rifiuti in meno all’anno e l’indifferenziato scende di circa 30 chili: è il quadro emerso dall’analisi dell’Università di Pisa sui Comuni commissariati per sospette infiltrazioni mafiose.
La ricerca, realizzata da Lucio Masserini e Giulia Romano del Dipartimento di Economia e Management, ha esaminato l’evoluzione della gestione dei rifiuti in 5.960 Comuni italiani tra il 2010 e il 2020. Nel campione figurano 88 amministrazioni sottoposte a scioglimento, soprattutto in Calabria, Sicilia, Puglia e Campania, ma anche in Basilicata, Emilia-Romagna, Liguria e Lombardia.
GioiaPura
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I risultati arrivano dopo alcuni anni
L’effetto sulla differenziata non è immediato. Secondo lo studio, i primi segnali di miglioramento compaiono dal terzo anno dopo il commissariamento, mentre la crescita più marcata si osserva tra il quinto e il settimo anno.
La diminuzione dei rifiuti complessivi e di quelli non separati accompagna l’aumento della raccolta differenziata. «Abbiamo voluto guardare non solo a quanto cresce la raccolta differenziata, ma anche a quanti e quali rifiuti vengono prodotti», ha spiegato Giulia Romano presentando i risultati della ricerca.
Meno rifiuti, meno spazio agli affari criminali
Per gli autori, la riorganizzazione dell’amministrazione dopo lo scioglimento si associa a progressi su tutti gli indicatori considerati: separazione dei materiali, quantità totale prodotta e volume dell’indifferenziato. La riduzione dei rifiuti limita infatti anche ciò che deve essere trattato e smaltito.
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Romano ha sottolineato che una minore quantità di materiale da gestire può ridurre le opportunità economiche in un comparto potenzialmente esposto agli interessi della criminalità organizzata. Lo studio è stato pubblicato su una rivista scientifica nell’ambito del progetto Prin 2022 “Climbing the Waste Hierarchy: enabling factors and policies” (Cliwep), sostenuto dall’Unione europea attraverso NextGenerationEU e il Pnrr.
Dalla statistica alle esperienze sul campo
Il progetto si è concluso nel dicembre 2025 e non si è limitato all’elaborazione dei dati quantitativi. Il gruppo di ricerca ha raccolto anche testimonianze di persone con esperienza nelle commissioni di accesso ai Comuni, specialisti della gestione dei rifiuti e studiosi della criminalità organizzata.
Nel percorso sono state coinvolte inoltre associazioni impegnate sul tema, tra cui Libera. L’obiettivo complessivo era individuare fattori e politiche capaci di rendere più efficace la gestione dei rifiuti secondo la gerarchia stabilita a livello europeo.
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