Reti, clima e sicurezza: la Bei mobilita 9 miliardi fuori Ue
Nel 2025 i finanziamenti della struttura internazionale della banca europea hanno sostenuto 119 iniziative, con un forte orientamento verso clima, reti e fonti rinnovabili.
La riduzione degli aiuti pubblici allo sviluppo rende ancora più centrale il ruolo delle banche multilaterali. In questo scenario, la Banca europea per gli investimenti ha concentrato risorse su energia rinnovabile, collegamenti elettrici e infrastrutture capaci di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, rafforzando allo stesso tempo i rapporti economici dell’Europa con i Paesi partner.
Nel 2025 Eib Global, la struttura del gruppo attiva fuori dall’Unione europea, ha firmato operazioni per 9 miliardi di euro a favore di 119 progetti. Il 57% degli stanziamenti è stato indirizzato ad azione climatica e sostenibilità ambientale, un perimetro che comprende anche interventi non legati direttamente alla produzione energetica.
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Meno aiuti, più peso alle banche
Il rapporto sull’impatto globale della Bei per il biennio 2025-2026 fotografa una fase di forte contrazione della cooperazione internazionale. Le stime preliminari dell’Ocse indicano che nel 2025 gli aiuti pubblici allo sviluppo sono diminuiti del 23,1%, scendendo a 174,3 miliardi di dollari: si tratta della flessione annuale più ampia mai rilevata.
La minore disponibilità di risorse pubbliche aumenta la responsabilità degli istituti multilaterali. Oltre a finanziare direttamente infrastrutture essenziali, queste banche sono chiamate ad attirare investimenti privati in mercati esposti alle oscillazioni dei prezzi dei combustibili e ai rischi di interruzione delle forniture.
Rinnovabili senza reti non bastano
Le iniziative energetiche sostenute nel 2025 dovrebbero generare ogni anno 12,4 terawattora di elettricità da fonti rinnovabili, una quantità stimata sufficiente per oltre 5,1 milioni di famiglie. Il programma comprende anche 32.600 chilometri di nuove linee o collegamenti da ammodernare e 194 mila allacciamenti aggiuntivi.
Si tratta di risultati previsti, non ancora conseguiti. Il dato mette però in evidenza il legame tra produzione e infrastrutture: installare nuova capacità rinnovabile non è sufficiente se l’elettricità non può essere trasportata e distribuita attraverso reti adeguate.
In Africa subsahariana la Bei ha sottoscritto finanziamenti per 2 miliardi di euro. Tra gli interventi figurano l’ampliamento di un impianto eolico a Capo Verde, la realizzazione di mini-reti in Madagascar e un collegamento di trasmissione in Mauritania per portare l’elettricità alle comunità rurali.
In Camerun, il sostegno all’elettrificazione delle aree rurali dovrebbe raggiungere più di 1,6 milioni di persone. Nel marzo 2026 la banca ha inoltre aderito a Mission 300, il programma promosso dalla Banca mondiale e dalla Banca africana di sviluppo con l’obiettivo di garantire l’accesso all’elettricità a 300 milioni di africani entro il 2030.
Dall’America Latina all’Ucraina
In America Latina gli accordi firmati nel 2025 hanno raggiunto 1,7 miliardi di euro, di cui l’88% destinato a clima e ambiente. Un programma da un miliardo punta a migliorare l’integrazione dei sistemi elettrici dell’America centrale, sostenendo sia le reti sia la generazione rinnovabile in sei Paesi.
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La prima operazione, pari a 200 milioni di dollari, è stata conclusa in Costa Rica. Altre risorse sono state indirizzate alla modernizzazione delle reti in Brasile e Panama e agli impianti fotovoltaici di Enel in Colombia, con l’obiettivo di favorire anche l’attività delle imprese europee all’estero.
Nel Mediterraneo, il progetto Elmed prevede un cavo elettrico sottomarino lungo 224 chilometri tra Italia e Tunisia. L’opera dovrebbe agevolare gli scambi di energia, sostenere l’impiego delle fonti rinnovabili e rafforzare l’integrazione tra i due mercati.
In Egitto, invece, la Bei partecipa al finanziamento dell’impianto solare Obelisk, dotato di batterie per l’accumulo, oltre a sostenere interventi destinati a ridurre le emissioni dell’industria.
L’Ucraina rappresenta un altro fronte rilevante. Nel 2025 il gruppo Bei ha impegnato nel Paese 1,5 miliardi di euro, destinando 300 milioni a Naftogaz per ricostituire le riserve di gas, insieme a una sovvenzione europea da 127 milioni.
Altri 120 milioni serviranno a riabilitare tre centrali idroelettriche, mentre 200 milioni messi a disposizione tramite banche locali sosterranno il rinnovamento delle reti di teleriscaldamento. Naftogaz ha inoltre assunto l’impegno di destinare alle rinnovabili e alla decarbonizzazione una somma equivalente al finanziamento ricevuto.
Global Gateway guarda alle materie prime
Le operazioni fanno parte di Global Gateway, il quadro europeo per gli investimenti in energia, trasporti e infrastrutture digitali. Attraverso questo programma, la Bei ha superato con due anni di anticipo il traguardo di 100 miliardi di euro di investimenti sostenuti nel periodo 2021-2025.
La strategia punta anche ad aumentare il coinvolgimento delle aziende europee nei mercati internazionali e a rendere più diversificato l’approvvigionamento di materie prime critiche. In questa direzione rientrano le iniziative di cooperazione con Australia e Canada, accanto agli interventi per la sicurezza energetica nei Paesi emergenti.
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